Sanihelp.it – La ludopatia, definita in ambito clinico «Disturbo da gioco d’azzardo» (DGA), è una dipendenza comportamentale caratterizzata dall’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo nonostante le conseguenze negative sulla vita personale, economica e relazionale. Dal 2013 il DSM-5, il principale manuale diagnostico in psichiatria, la classifica tra le dipendenze al pari di quelle da sostanze, riconoscendo basi neurobiologiche comuni.
In Italia il fenomeno ha dimensioni impressionanti: secondo il Rapporto Eurispes 2025, nel 2024 gli italiani hanno giocato complessivamente oltre 157 miliardi di euro, un volume pari a circa il 7 % del PIL nazionale. Di questi, le perdite nette dei cittadini sfiorano i 23 miliardi. Ma dietro i numeri macroeconomici si nasconde la sofferenza di circa 1,5 milioni di giocatori problematici e delle loro famiglie.
Che cos’è il disturbo da gioco d’azzardo
Il DGA è descritto dall’Istituto superiore di sanità (ISS) come un comportamento di gioco problematico, persistente e ricorrente, che porta a disagio clinicamente significativo. A differenza del giocatore occasionale, la persona con DGA non riesce a controllare la frequenza, la durata e le somme investite nel gioco, anche quando è pienamente consapevole delle ripercussioni. Il meccanismo che sostiene la dipendenza coinvolge il sistema dopaminergico cerebrale: il gioco attiva le aree della ricompensa in modo simile a quanto fanno alcol e droghe, creando un circolo di tolleranza (bisogno di giocare cifre sempre più alte) e astinenza (irrequietezza quando si tenta di smettere).
I principali sintomi
Il DSM-5 individua nove criteri diagnostici; ne bastano quattro, presenti nell’arco di 12 mesi, per la diagnosi. Tra i più comuni: la necessità di aumentare le somme giocate per ottenere eccitazione, i ripetuti tentativi falliti di smettere, l’irritabilità quando si prova a ridurre il gioco, l’utilizzo del gioco come fuga da emozioni negative e la tendenza a mentire per nascondere il proprio coinvolgimento. Per un approfondimento su ciascuno di questi campanelli d’allarme, puoi leggere il nostro articolo dedicato ai segnali del gioco d’azzardo patologico.
Se vuoi fare una prima autovalutazione, sanihelp.it mette a disposizione un test sulla dipendenza dal gioco basato su strumenti validati a livello internazionale.

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Le cause e i fattori di rischio
Non esiste una causa unica. La ricerca indica un’interazione tra fattori biologici (alterazioni dei circuiti dopaminergici, predisposizione genetica), psicologici (stress, ansia, depressione, traumi) e ambientali (esposizione precoce al gioco, vicinanza a sale e ricevitorie, accesso facilitato alle piattaforme online). La presenza di altri disturbi — come ADHD, disturbo bipolare o abuso di sostanze — aumenta significativamente la vulnerabilità.
Un capitolo a parte merita il gioco digitale: la possibilità di giocare 24 ore su 24 dal proprio smartphone ha fatto esplodere i casi, specialmente tra i più giovani. Ne parliamo in dettaglio nell’approfondimento su gioco d’azzardo online e dipendenza.
Chi colpisce di più
Secondo i dati dell’ISS, il DGA è più frequente nei maschi, con un esordio tipico nella prima adolescenza, mentre nelle donne tende a manifestarsi più tardi. I tassi di prevalenza più alti (fino all’8 %) si registrano tra adolescenti e studenti universitari. L’indagine ISS 2025 nelle scuole ha rilevato che il 23,4 % degli studenti tra 14 e 17 anni pratica gioco d’azzardo, e nel 2024 oltre 320 000 ragazzi hanno giocato online.
Le conseguenze sulla salute e sulla famiglia
La ludopatia non è solo una questione economica. Chi ne soffre presenta alti tassi di depressione, ansia, insonnia e, nei casi più gravi, ideazione suicidaria. Il giocatore si trascura fisicamente e si isola socialmente. Le ripercussioni ricadono inevitabilmente sull’intero nucleo familiare: conflitti di coppia, perdita di fiducia, crisi finanziarie e, talvolta, comportamenti illegali per procurarsi il denaro necessario. Per chi vive accanto a una persona con questo problema, abbiamo preparato una guida pratica per familiari.
Come si cura: i percorsi disponibili in Italia
Dalla ludopatia si può uscire, ma raramente da soli. Il centro di riferimento del Servizio sanitario nazionale è il Ser.D (Servizio per le dipendenze), presente in ogni ASL, dove è possibile ricevere una valutazione gratuita e accedere a percorsi terapeutici personalizzati. Tra gli approcci più efficaci ci sono la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), i gruppi di auto-aiuto come Giocatori Anonimi e, in alcuni centri, trattamenti innovativi come la stimolazione magnetica transcranica (TMS). Puoi approfondire tutte le opzioni nel nostro articolo su terapie, centri e percorsi di cura.
Un primo passo immediato è contattare il Telefono Verde contro il gioco d’azzardo dell’ISS al numero 800 558822, attivo il lunedì, il martedì e il venerdì, anonimo e gratuito.
Il gioco d’azzardo in Italia: i numeri del 2024
La raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia nel 2024 ha superato i 157 miliardi di euro, con una crescita del 6,6 % rispetto al 2023. Il gioco online rappresenta ormai quasi il 60 % del totale. L’Italia è il primo mercato in Europa per volume di giocate, davanti a Regno Unito, Germania e Francia. La spesa pro capite annua per ogni cittadino maggiorenne ha raggiunto i 3.137 euro, anche se ovviamente la distribuzione reale è molto disomogenea.
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