Sanihelp.it – Per ora è solo un progetto, ma nel 2016 potrebbe diventare un prototipo e nel giro di pochi anni entrare in commercio. Parliamo di Robot Penis, il primo pene robotico, ideato da tre dottorandi della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Sergio Tarantino, Andrea Cafarelli e Alessandro Diodato.
L’obiettivo dei tre ricercatori di biorobotica è quello di realizzare una protesi, da impiegare in interventi di sostituzione o di impianto del pene, in grado di funzionare in maniera il più possibile simile all’organo naturale. Spiegano i progettisti: «Gli strumenti forniti dalla biorobotica possono consentire di dotare la protesi di un sistema di movimento e di un sistema di sensorizzazione accurati».
La vera innovazione è proprio in questo sistema di sensorizzazione. Grazie a esso la protesi robotica potrà essere controllata tramite il pensiero e gli stimoli nervosi, garantendo il piacere sessuale. In pratica chi la porta potrà avere un’erezione quando si manifesta il desiderio sessuale e non, come avviene con gli impianti attuali, attraverso un controllo manuale.
Il pene robotico, che sarà fatto in materiale elastico e biocompatibile, è pensato per la ricostruzione chirurgica dopo peniectomia, cioè asportazioni dell’organo genitale, per esempio in caso di tumore, o per l’impianto di un organo in chi vuole cambiare sesso.
Per ora è tutto ancora su carta, ma i tre ricercatori puntano a realizzare un prototipo entro i prossimi 12 mesi. Per questo sono alla ricerca di investimenti. Non a caso il Robot Penis è stato illustrato nella giornata conclusiva del corso High-tech business venturing, iniziativa legata al percorso Tuscan start-up academy finanziato dalla Regione Toscana.


