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Da settembre campagna per la prevenzione andrologica

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Sanihelp.it – L’andrologo, questo sconosciuto: la maggioranza dei ragazzi italiani non si è mai fatta visitare da un esperto della salute maschile: «Solo il 2% dei giovani si controlla, la prevenzione deve cominciare invece fino dall’adolescenza, problemi che in questa fase non sono vere e proprie patologie vanno individuati per essere affrontati evitando successive conseguenze» spiega  Alessandro Palmieri, presidente della Società Italiana di Andrologia (SIA) e professore di Urologia alla Università Federico II di Napoli.

Il bisogno di incontrare l’andrologo però c’è, come emerso da dati raccolti in passato attraverso visite andrologiche fatte agli studenti nelle scuole: «In un ragazzo su 3 si è individuato un problema andrologico come varicocele, criptorchidismo, pene ricurvo congenito o altri disturbi comuni che nella metà dei casi possono interferire con la sessualità e nel 10% con la fertilità» rivela Nicola Mondaini, ideatore e coordinatore  della campagna e professore di Urologia all’ Università Magna Graecia di Catanzaro. «Il preservativo, per esempio, è utilizzato da meno di un ragazzo su due nella fascia dai 16 ai 18 anni e solo il 7% di chi lo usa lo ritiene uno strumento per prevenire le malattie sessualmente trasmesse. Queste patologie sono invece molto diffuse fra i ragazzi  eppure non se ne parla mai».

Per aumentare la consapevolezza dei giovanissimi, informarli e fare prevenzione parte perciò la campagna Amore senza ostacoli della Società Italiana di Andrologia (SIA), che per tutto il prossimo anno scolastico, da settembre a giugno 2023, porterà gli andrologi in 100 scuole d’Italia. «Amore senza ostacoli vuol dire saltare oltre le difficoltà, proprio come fa un cavallo durante una competizione, superando gli ostacoli che possono minacciare la salute riproduttiva e sessuale dell’uomo» spiega Palmieri. «La conoscenza dell’andrologo come medico di riferimento per l’ambito sessuale è purtroppo ancora molto bassa, soprattutto tra i giovani così come l’informazione sulla prevenzione sessuale. Lo specialista ha il ruolo fondamentale di garantire una corretta informazione, fin dalla giovane età, perché conoscenza significa consapevolezza e quindi possibilità di superare qualunque ostacolo»

Ben 10.000 adolescenti saranno coinvolti in incontri in cui sarà possibile parlare delle principali malattie andrologiche, delle regole di prevenzione e di come prendersi cura della propria salute sessuale senza cadere nella trappola delle fake news, ma affidandosi a fonti certe e autorevoli.  « La campagna nasce nel nome della prevenzione, perché la salute sessuale e riproduttiva è un bene prezioso per l’uomo: prevenire e affrontare eventuali problemi con l’andrologo può sicuramente migliorare la qualità della vita nell’età fertile e le visite di prevenzione dall’andrologo dovrebbero diventare per i maschi quello che è il ginecologo per le ragazze» continua Palmieri. «Vogliamo intercettare i giovani e far capire loro che devono e possono rivolgersi all’andrologo senza paura. Attraverso incontri di un’ora nelle scuole, gli specialisti affronteranno temi relativi alla prevenzione e alla conoscenza delle malattie andrologiche, lasciando ai ragazzi il Vocabolandro, un vocabolario dell’andrologia in cui trovare informazioni corrette e verificate. Dalla A di azoospermia alla Z di zinco, un minerale importante per il benessere degli spermatozoi, il vocabolario sarà una guida per conoscere le principali malattie legate ai genitali, il corretto uso del profilattico, l’igiene intima, l’alimentazione, l’alcool e i rischi legati all’uso delle droghe» chiarisce Palmieri.

La campagna, che prevede anche iniziative sui social e online, permetterà anche di affrontare i problemi connessi al Long Covid che si stanno sempre più riscontrando negli adolescenti e nei giovani: «Sappiamo che il long Covid colpisce il 17% degli adolescenti e dei ragazzi under 20 che hanno avuto la malattia: tra i sintomi persistenti a 3 mesi nei ventenni vi è spesso l’affaticamento generale, che per molti poi ha ripercussioni negative sul desiderio sessuale e sul meccanismo dell’erezione» sottolinea Marco Bitelli, coordinatore macroregionale dell’iniziativa e responsabile Servizio Andrologia e Chirurgia ricostruttiva all’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati.

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FonteSIA

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