Sanihelp.it – Usciresti con un’intelligenza artificiale? I nuovi risultati del Norton Insights Report: Artificial Intimacy – ricerca condotta online in Italia, tra luglio e agosto 2025, da Dynata per conto di Gen (azienda che comprende Norton, operativa nel campo della sicurezza informatica) su un campione di 1.000 adulti maggiorenni – suggeriscono che l’idea stia diventando sempre più accettata in Italia: il 30% degli attuali utenti di app di incontri online afferma che prenderebbe in considerazione una relazione romantica con un bot di intelligenza artificiale e il 31% degli utenti attuali ritiene possibile sviluppare sentimenti romantici per un chatbot di AI.
Per molti italiani, l’intelligenza artificiale è anche uno strumento concreto per gestire emozioni e relazioni: il 65% degli utenti attualmente attivi sulle app di dating nel Paese afferma che si fiderebbe più di un coach sentimentale basato su AI che di un amico o di un familiare. E quando una storia finisce, il supporto diventa ancora più importante: oltre la metà degli utenti attivi (38%) userebbe un chatbot per affrontare una delusione amorosa. Non sorprende quindi che il 48% degli utenti di app di dating abbia già chiesto consigli sentimentali a un assistente o chatbot AI e che il 43% ritenga che un partner AI possa offrire maggiore supporto emotivo rispetto a uno umano.
L’intelligenza artificiale entra anche negli aspetti più pratici del corteggiamento: il 50% degli utenti di app di dating ha già usato strumenti di intelligenza artificiale per migliorare le proprie foto, mentre il 54% utilizzerebbe l’AI per scrivere una frase di apertura o avviare una conversazione.
Lo confermano anche i dati di un altro studio, questa volta commissionato da Gleeden, app di incontri extraconiugali, e realizzato da Ipsos nel dicembre 2025 su un campione di 1.500 persone tra i 18 e i 60 anni: oltre 6 persone su 10 hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per migliorare le proprie tecniche di seduzione, dalla scrittura di messaggi di corteggiamento all’analisi delle risposte ricevute, fino al tentativo di decifrare segnali ambigui o situazioni di ghosting.
L’utilizzo cresce nelle fasce d’età più giovani: Gen Z (20-30 anni) e Millennial (30-40 anni) dichiarano un ricorso all’AI per il dating quasi quotidiano (75%). La percentuale diminuisce con l’aumentare dell’età, ma resta comunque significativa anche tra gli over 40 (38%).
Il ruolo dell’intelligenza artificiale non si limita al flirt. Per molti utenti, è diventato un vero e proprio punto di riferimento anche in ambito sessuale. 6 persone su 10 dichiarano di averlo utilizzato per:
- ottenere informazioni di educazione sessuale (66%),
- affrontare problemi legati alla sfera sessuale (60%),
- ricevere consigli su fantasie sessuali (57%).
Gli uomini mostrano una propensione leggermente superiore rispetto alle donne: il 62% degli uomini si rivolge all’intelligenza artificiale per consulenze di tipo medico o psicologico, contro il 58% delle donne.
Per fascia d’età, i Millennial risultano i più a loro agio (75%), seguiti da Gen Z (69%) e Generazione X (56%). I Baby Boomer (50+) si confermano i più restii, con solo il 37% di utilizzatori.
L’intelligenza artificiale entra sempre più anche nella vita delle coppie consolidate. Il 65% degli intervistati afferma di essersi già rivolto a una chatbot per risolvere un problema di coppia, il 64% per affrontare un momento di crisi e il 60% per cercare di capire se il partner stesse tradendo.
Anche in questo ambito, gli uomini risultano più propensi a ricorrere all’intelligenza artificiale: il 40% degli intervistati di sesso maschile dichiara di aver chiesto più volte un parere all’AI negli ultimi 12 mesi, contro il 35% delle donne.
Ma dove crescono connessione emotiva e vulnerabilità, aumentano anche i rischi. Secondo il report Norton, il 34% degli utilizzatori italiani delle app di dating dichiara di essere stato preso di mira da una truffa sentimentale online, con oltre la metà di questi (56%) ad essere effettivamente caduta nella trappola.
Tra i segnali di allarme più diffusi:
- il 36% degli utenti attivi dichiara di essere stato spinto a inviare denaro a qualcuno conosciuto online;
- il 46% degli utenti attivi dichiara di essere stato contattato da profili che sostengono di essere celebrità o personaggi pubblici;
- il 26% degli utenti attivi dichiara di aver subito episodi di catfishing.
Il 53% degli utenti italiani attualmente attivi sulle app di dating incontra profili sospetti almeno una volta a settimana.
Il quadro che emerge è quello di abitudini di dating profondamente diverse dal passato: più digitali, più tecnologiche, ma anche più fragili. L’intelligenza artificiale offre nuove forme di supporto emotivo e nuove possibilità di connessione, ma rende ancora più importante proteggere i propri dati, riconoscere i segnali di manipolazione e mantenere un approccio consapevole alle relazioni online.



