Subito una rete cardiologica per battere sul tempo l'infarto
Sanihelp.it - L’infarto si batte con una rete cardiologica efficiente e attiva su tutto il territorio nazionale, con la disponibilità per tutti i cittadini di Centri di eccellenza. Lo ha affermato la dottoressa Cinzia Cianfrocca, dell’A.C.O San Filippo Neri di Roma, nel corso del Convegno Malattie Cardiovascolari: Dalla fase acuta alla prevenzione, l’accesso alle terapie nell’era del risanamento, organizzato dall’Associazione Giuseppe Dossetti:i Valori.
Tutta da rivedere la strategia terapeutica delle malattie cardiovascolari, soprattutto per le emergenze, puntando su interventi precoci ed
eliminando la difformità di accesso alle cure dei pazienti nelle varie regioni.
I pazienti di serie B sono anche quelli a cui, per appartenenza a un'area priva di grandi ospedali o perché si trovano vicini a ospedali poco dotati di attrezzature, viene negata la possibilità della terapia migliore: vale a dire l'
angioplastica coronarica.
A questo servono le reti, a portare nei posti giusti tutti i pazienti con infarto acuto, per riaprire prima possibile l'arteria coronarica occlusa e minimizzare il danno cardiaco.
Nell’
infarto acuto non c’è tempo da perdere. La terapia ottimale prevede la
riapertura della coronaria responsabile dell’infarto. Si tratta però di una procedura invasiva, che si può fare solo in ospedali attrezzati con un servizio di emodinamica. Se il paziente si ammala in una città priva di questo servizio, la riapertura della coronaria viene fatta con
farmaci fibrinolitici, che sono ottimi nell’immediato ma che si rivelano meno efficaci a distanza.
Una
rete cardiologica prevede percorsi provinciali e regionali verso centri di eccellenza attrezzati, ai quali viene inviato l’elettrocardiogramma del paziente per via telematica, consentendo l’arrivo dei cardiologi interventisti in sala operatoria durante il trasferimento del paziente.
Ci sono in Italia regioni in cui la rete cardiologica funziona molto bene, per esempio Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Dove la rete cardiologica funziona, come a Bologna, si è registrata una
riduzione della mortalità per infarto.
di Roberta Camisasca
Fonte: Associazione Giuseppe Dossetti: i Valori
Tags: infarto, angioplastica, farmaci fibrinolitici
Revisione: 13-10-2011