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Siamo consapevoli solo del 40% del sale che consumiamo

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Pubblicato il: 17-04-2019

Siamo consapevoli solo del 40% del sale che consumiamo © iStock

Sanihelp.it - Qual è la quantità di sodio da assumere ogni giorno? Come è possibile riconoscere i sali nascosti negli alimenti industriali? E ancora: quali sono i rischi per la salute di una dieta ipersodica? Per rispondere a questi e ad altri interrogativi Aquasalis Gmbh ha partecipato alla tavola rotonda organizzata da Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente).

Il dibattito ha rivelato che la sensibilità dei consumatori agli effetti potenzialmente nocivi del sale è cresciuta. Tuttavia, siamo ancora lontani dalla soglia di consapevolezza necessaria per scegliere in modo informato i prodotti da mettere nel carrello. In media i consumatori assumono in modo consapevole solo il 40% del sale presente nella loro alimentazione. È un dato significativo, che richiama l’attenzione sull’importanza di educare l’opinione pubblica a un’alimentazione sempre più informata e attenta.

Il 60% del sodio presente nel paniere di consumo quotidiano dei consumatori arriva dagli alimenti a scaffale presenti in grande distribuzione e dal consumo fuori casa. La GDO svolge un ruolo chiave nella promozione di un modello di consumo informato, sia attraverso la sensibilizzazione alla cultura della corretta alimentazione, sia attraverso l’ampliamento e la diversificazione dell’offerta per garantire al consumatore la più ampia libertà di scelta.

Gli alimenti trasformati hanno elevate probabilità di contenere elevate concentrazioni di sodio, anche quando riportano la dicitura light. Il sale è presente nei prodotti conservati (salumi e formaggi), trasformati (scatolame,patatine, snack), nei sughi pronti, nei surgelati, in cracker, pane e biscotti. Ecco perché il 60% del sale introdotto nella dieta giornaliera viene ingerito senza esserne pienamente consapevoli. Qualche esempio? In media dentro a 20 grammi di biscotti ci sono 0,1 gr. di sale e in una brioche da 40 gr. sono presenti 0,4 gr. di sale. E ancora: in quattro cucchiai di cereali per la colazione ci sono 0,3 gr. di sale, mentre una merendina da 35 gr ne contiene 0,3 gr.

Il nostro organismo non è predisposto a metabolizzare alimenti industriali e tantomeno all’assunzione di un’eccessiva quantità di sale e di zuccheri. Ecco perché nella dieta mediterranea restano racchiuse le regole d’oro della sana alimentazione, a partire dalla riscoperta della stagionalità degli alimenti e dei prodotti vegetali. In tavola prodotti di stagione, con preferenza per alimenti integrali e proteine vegetali, ma anche frutta secca in piccole quantità. Semaforo rosso per le carni lavorate e prodotti industriali, ma anche per le bevande gassate e i succhi di frutta: sono solo alcuni dei principi per passare da un menù ipersodico a uno schema alimentare a ridotto apporto di sale.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Aquasalis Gmbh

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