Sanihelp.it – Il Pilates, come tante discipline, è cambiato e si è evoluto nel tempo.
Quello che conosciamo oggi è sicuramente un Pilates diverso da quello originario, e capire come sia avvenuta l’evoluzione, e a che cosa abbia portato, potrà aiutare anche a comprendere come le discipline si evolvano sulla base dei cambiamenti sociali.
Il Pilates è nato come un sistema di esercizi in grado di riabilitare e di aiutare soprattutto le persone con difficoltà fisiche, come i soldati inglesi che tornavano dalle guerre mondiali, magari con mutilazioni e altri tipi di problematiche.
Proprio in un ambiente come questo sono nati i fondamenti del Pilates, sia quello che si svolge oggi sul tappetino, sia quello con le macchine.
Grazie agli effetti che tanti avevano notato, il Pilates iniziò a diventare famoso anche nell’ambito della danza, come sistema per aiutare soprattutto la schiena, ma anche con lo scopo di rendere i muscoli di gambe e tronco più forti.
Pian piano gli esercizi tradizionali, che spesso venivano eseguiti con l’ausilio delle macchine, sono stati sostituiti da quelli realizzati sul tappetino.
Anche la classica posizione distesa è stata spesso sostituita da esercizi che si potevano eseguire da seduti oppure in altre posizioni, fino ad arrivare al Pilates in piedi, che oggi è molto diffuso.
Dopo alcuni anni di oblio nella comunità di non atleti, il Pilates è tornato in voga, soprattutto come metodo per andare a contrastare gli effetti della posizione seduta, tipica di chi lavora nel terziario.
Così, non solo lo stile originario del Pilates si è modificato, ma sono stati creati anche sistemi diversi, come quelli fusion che oggi mettono insieme il Pilates e altre discipline.
Sono stati inventati nuovi attrezzi, ed il Pilates è diventato sempre di più un metodo per mantenersi in forma, dimagrire e stare meglio, abbandonando l’originaria funzione, dedicata alla riabilitazione (anche se mai del tutto).



