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Ruud Gullit, papà o allenatore?

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Sanihelp.it – Ruud Gullit. Al solo nominarlo si torna subito con la mente all’olandese dalla criniera leonina che fece faville al Milan sul finire degli anni Ottanta. Ma di campionati e di palloni ne sono rotolati da allora e Gullit, appese le scarpette al chiodo, ha nel frattempo collezionato qualche presenza come allenatore, prima in Gran Bretagna, poi in Olanda e ancora negli USA e infine in Russia, nel 2011.


Negli ultimi anni, invece,  ha frequentato poco le panchine, dedicandosi al ruolo di commentatore e a quello di scrittore: è, infatti, da poco uscito il libro Non guardare la palla – Che cos’è (davvero) il calcio. Ma tornerebbe a fare l’allenatore? Questa la domanda che gli hanno rivolto nei giorni scorsi a Tutti Convocati, lo show sportivo di Radio 24 condotto da Carlo Genta e Pierluigi Pardo.

«Mah sì. Non ho fatto l’allenatore per tanto tempo perché ho un figlio che vive con me. Sono papà e mamma insieme» ha risposto il calciatore. «Naturalmente non posso sostituire la mamma, però ho dovuto farlo e avendo la responsabilità su di lui, che è venuto a vivere da me, ho dovuto rinunciare a tante opportunità». 

Nel presente di Gullit, dunque, c’è anche l’importante ruolo di padre, e il dilemma, condiviso con molti genitori – più spesso madri – della scelta tra l’ambizione di una carriera e la cura dei figli, col desiderio di assistere in diretta ad ogni loro passo avanti. L’ex calciatore, che ha 54 anni, non si è però pentito di aver dedicato gli ultimi anni alla prole: «Sono contento perché penso che quello che ho fatto adesso, quello di veder crescere tuo figlio in un certo modo, mi sembra la coppa più importante».

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