Sanihelp.it – Molti italiani ricorrono al web per ricercare le persone appena conosciute: il 47% degli utenti Internet cerca online i nuovi colleghi e/o collaboratori, mentre il 52% utilizza il web per avere informazioni sui nuovi amici.
Non meno frequenti le ricerche tra parenti: cugini e zii sono i più spiati, ma non mancano le ricerche tra partner e tra genitori e figli. La maggior parte degli italiani giura di indagare sul proprio amico o parente per pura curiosità, per passatempo. Pochissime le volte che cerca qualcuno per instaurare un contatto. Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta da Duepuntozero Doxa e presentata in occasione del lancio del primo libro sulla reputazione online.
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana online di età compresa tra i 18 e i 54 anni, evidenzia come il 90% degli italiani risulta interessato alle informazioni relative alle persone appena conosciute o a coloro che frequenta abitualmente. Quasi la metà di essi, 10milioni e 200mila utenti, effettua ricerche abituali in questo senso. Sono 2 milioni e mezzo gli utenti che si trovano a investigare frequentemente i profili di amici, parenti, conviventi e coniugi. Trend confermato anche per gli ambiti lavorativi.
Insomma, gli internauti italiani appaiono essere dei veri e propri spioni online che, affidandosi a Google e ai Social Media, cercano di reperire informazioni, dettagli, retroscena sulle vite digitali (e non solo) di partner, amici, parenti e colleghi.
Parallelamente, è emerso uno scarso interesse riguardo le proprie informazioni personali sul web. Solamente il 25% del popolo online verifica con frequenza le notizie e i commenti legati al proprio nome. Percentuale che diventa del 33% tra coloro che hanno un’occupazione.
Allo stesso tempo, una ricerca realizzata da ADICO – Associazione che riunisce chi si occupa professionalmente di marketing e di vendite, dimostra una superficiale conoscenza delle dinamiche di protezione della propria reputazione online. Lo scenario migliora quando ci troviamo di fronte a professionisti del marketing e della comunicazione. Quasi la totalità (96 %) di essi ha, infatti, effettuato almeno una volta ricerche relative al nome della propria azienda.



