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Fitness tracker, perché può portare a danni e dipendenze

Utilizzare questi strumenti nel modo giusto eviterà il carico mentale proveniente dall'uso improprio

Sanihelp.it – I fitness tracker sono sempre più diffusi e utilizzati anche dalle persone comuni, cioè da coloro che non facciano dell’allenamento il proprio lavoro e che non abbiano bisogno di tenere continuamente sotto controllo lo stato di forma.


Questo fenomeno, però, deve far riflettere sull’utilizzo che tanti fanno di questi strumenti e sulle conseguenze che un uso errato potrebbe avere.

Perché il fitness tracker può essere dannoso

In molti contesti avere un fitness tracker può essere utile, perché consente di avere direttamente sotto mano le indicazioni circa l’attività svolta e il carico corporeo quotidiano.

Tuttavia, in altri casi un fitness tracker può iniziare a diventare dannoso. Questo capita, ad esempio, nel momento in cui diventi una fissazione. La persona inizierà a controllare spesso i parametri indicati e si confronterà con quelli che possono essere gli obiettivi, ma anche con le indicazioni provenienti da altre persone.

E così l’utente potrà iniziare a chiedersi se stia facendo abbastanza, magari arrivando ad esagerare con l’allenamento solo per raggiungere obiettivi non realistici.

Perché il fitness tracker può portare dipendenza

Come molti altri strumenti tecnologici moderni, anche il fitness tracker può portare ad una dipendenza.

Ci si sveglia con il pensiero di guardare le statistiche sul sonno, si impostano gli obiettivi quotidiani e ci si lega al controllo ossessivo sia di quanto si sia effettivamente fatto, sia di quanto bisognerebbe fare sulla base delle proprie idee.


Così, quello che poteva essere uno strumento utile inizia a diventare pericoloso anche per la salute mentale.

Come gestire il fitness tracker in modo sano

Per evitare sia di sovraccaricare il corpo, sia di diventare dipendenti dal proprio orologio fitness, si dovrà cercare di utilizzarlo al meglio.

Dovrà essere un compagno, non un dittatore, e dovrà aiutare a gestire l’allenamento in modo razionale.

Quindi, come prima cosa bisognerà definire obiettivi realistici in termini di attività sonno, acqua bevuta e così via. Non bisognerà discostarsi troppo da ciò che si faceva all’inizio, per incrementare il tutto nel corso del tempo.

E poi, ci si dovrà imporre di non dipendere da quanto il tracker ci dirà: una giornata con meno passi non sarà un fallimento, così come un allenamento non perfetto non vi definirà in quanto persone.

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