Sanihelp.it – «Ho la sclerosi multipla progressiva. Avevo 67 anni e 6 mesi, ora ne ho appena compiuti 73 e ogni giorno è un giorno guadagnato». A parlare così, in una recente intervista rilasciata a Repubblica, è Emanuele Dotto, giornalista sportivo, storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto, andato in pensione a giugno del 2019. La diagnosi della malattia è arrivata un mese dopo il suo pensionamento.
La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale: il sistema immunitario del corpo attacca e danneggia la mielina, la guaina protettiva attorno alle fibre nervose, causando l’interruzione dei messaggi nel cervello e nel midollo spinale, causando aree demielinizzate definite placche.
La malattia, come si legge sul portale dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), può manifestarsi con sintomi anche molto diversi tra loro, che dipendono dall’entità e dalla sede delle placche nel sistema nervoso centrale. Tali sintomi possono comprendere, per esempio, affaticamento, problemi visivi, disturbi intestinali o vescicali, problemi cognitivi, disturbi della coordinazione e della sensibilità. Spesso la sclerosi multipla ha un andamento caratterizzato da episodi acuti alternati a periodi di remissione, ma ci sono anche forme progressive, caratterizzate da un peggioramento graduale nel tempo. Al momento non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili numerose terapie che modificano l’andamento della sclerosi, rallentandone l’avanzamento.
Dotto, come anticipato, ha una forma progressiva, «Peggioro lentamente, ma senza prospettiva» ha dichiarato nell’intervista già citata. «Il corpo sta andando dove vuole, ma la mente e la memoria per fortuna no», tanto da essere costretto su una sedia a rotelle: «Trascorro il tempo in carrozzina ascoltando musica, leggendo e sopravvivendo».



