Sanihelp.it – Si torna a casa dopo aver trascorso del tempo con qualcuno e ci si sente svuotati. Questa sensazione è nota a molte persone e può essere difficile da identificare.
E se la causa fossero proprio alcune persone della propria cerchia? Esiste un termine, mutuato dalla cultura popolare, per indicare quei profili che esauriscono chi sta loro intorno. Sono soprannominati i “vampiri emotivi“.
Chi sono i “vampiri emotivi” e perché bisogna evitarli?
Si tratta di persone con le quali il contatto lascia sistematicamente una sensazione di vuoto. I vampiri emotivi non bevono il nostro sangue con i denti piantati nel collo, ma è come se lo facessero: aspirano la nostra energia vitale, rubano la nostra luce, si nutrono della nostra attenzione e invadono il nostro carico mentale, come spiegano gli psicologi. Al contatto con queste persone, ci si sente molto stanchi moralmente ed emotivamente.
Gli esperti precisano che questi comportamenti hanno spesso delle spiegazioni, come un disturbo o una storia personale, ma che ciò non obbliga ad accettare tutto: Abbiamo anche il diritto di proteggerci e di non dare loro tutto.
“Vampiri emotivi”: 5 profili da cui tenersi alla larga
Esistono cinque tipologie di “vampiri emotivi“:
- L’egocentrico: monopolizza la conversazione, lasciando l’altro invisibile e frustrato. Non fa mai domande sulla vita degli altri e non chiede notizie, nemmeno un “e tu come stai?“, perché ha notato l’empatia dell’altro e il suo senso dell’ascolto.
- La vittima: ha sempre problemi più gravi degli altri e, se si osa parlare dei propri, è subito pronto a screditare.
- Il narcisista: può sembrare affascinante all’inizio, ma la relazione diventa presto a senso unico, senza una reale empatia.
- Il controllore: pensa di sapere cosa sia bene per gli altri, invalida i sentimenti e tiene sotto controllo.
- Il malintenzionato: ammira l’altro apparentemente, ma cerca soprattutto di approfittare della sua energia, rubare la gioia di vivere, per poi abbandonare o distruggere.



