Sanihelp.it -Un antichissimo rituale ayurvedico tramandato di generazione in generazione fino ai giorni nostri, ma anche un trattamento di cura dei capelli che vanta centinaia di migliaia di visualizzazioni su TikTok. Parliamo dell’hair oiling, un generoso impacco di oli vegetali, nutriente e illuminante, che registra un successo in crescita soprattutto tra chi predilige la clean beauty, la tendenza che sceglie di occuparsi di viso, corpo e capelli con pochi prodotti, rigorosamente naturali.
Più definizione e nutrimento per i capelli ricci
«Con il termine hair oiling si intende un impacco ai capelli a base di oli naturali che viene fatto in genere prima del lavaggio, a testa asciutta» spiega la dottoressa Carolina Bussoletti, dermatologa e membro del consiglio direttivo di Aideco, Associazione italiana dermatologia e cosmetologia.
«Una pratica che può dirsi sicuramente efficace dal momento che gli oli vegetali, ricchi di acidi grassi, vitamine e sostanze antiossidanti, hanno una decisa azione di nutrimento in grado di offrire alla chioma morbidezza, elasticità e lucentezza, oltre che districabilità e una migliore pettinabilità. A trarre vantaggio dai bagni di olio sono soprattutto i capelli aridi, sia quelli secchi per natura sia quelli danneggiati da agenti esterni come sole, freddo, salsedine e cloro, o da trattamenti aggressivi come tinte, piastre e lavaggi frequenti. Sui capelli ricci, poi, l’effetto benefico è ancora più visibile: il contatto prolungato con le sostanze grasse aumenta la definizione e la morbidezza di una fibra che per natura tende al crespo».
Frequenza e tempi di applicazione
La frequenza dell’hair oiling si può modulare in base alle necessità della chioma. «Su un capello sano si può programmare una volta la settimana a scopo preventivo e idratante» chiarisce la dermatologa. «Se il capello è molto danneggiato e necessita di una spinta di nutrimento, si può ricorrere al bagno d’olio anche due o tre volte a settimana». Servono comunque dai quattro ai cinque mesi di applicazione regolare affinché i risultati siano duraturi.
Quale olio scegliere in base al tipo di capello?
La fitoterapeuta Antonella Filippi, esperta di cosmesi naturale a Torino, consiglia la scelta dell’olio ideale a seconda dell’obiettivo:
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Olio di argan: ideale per nutrire i capelli aridi, rigenerare i fusti danneggiati e ridurre il crespo dei capelli spessi.
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Oli di cocco e di avocado: adatti per riparare le punte secche e ristrutturare.
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Olio di jojoba: perfetto per le chiome più fini perché leggero.
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Olio di ricino: ottimo per rinvigorire la fibra fragile che tende a spezzarsi e per massaggiare il cuoio capelluto stimolando la crescita (essendo molto denso, è consigliabile diluirlo con olio di mandorle o di sesamo).
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Oli di oliva e di mandorle dolci: passe-partout universali e facili da reperire.
Si consiglia di acquistare sempre oli spremuti a freddo e di conservarli al riparo da luce e calore.
Come eseguire l’impacco a casa
Nella tradizione ayurvedica, l’hair oiling è anche un gesto d’amore: in sanscrito, la parola utilizzata per indicare il gesto di oliare ha infatti anche il significato di amare. Si può eseguire in due modi:
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in modo tradizionale: sui capelli asciutti e divisi in ciocche, si applica l’olio tiepido direttamente sul cuoio capelluto, massaggiando con i polpastrelli per un paio di minuti prima di stenderlo sulle lunghezze.
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la versione veloce: l’olio viene scaldato tra le mani e applicato solo sulle lunghezze e sulle punte. Si evita così di appesantire la chioma, soprattutto nel caso di capelli sottili.
L’impacco va tenuto in posa per almeno un’ora (avvolgendo la testa in un panno caldo) oppure per tutta la notte, per poi risciacquare accuratamente con uno shampoo delicato.


