Vitamina C
Descrizione
La vitamina C (acido ascorbico) è una vitamina idrosolubile con potente attività antiossidante. È essenziale per la sintesi del collagene (idrossilazione di prolina e lisina), la sintesi di carnitina e neurotrasmettitori (noradrenalina), l'assorbimento del ferro non-eme, e la rigenerazione della vitamina E. L'uomo, a differenza della maggior parte dei mammiferi, non può sintetizzarla (mutazione del gene GULO) e dipende completamente dall'apporto alimentare. È abbondante in frutta (agrumi, kiwi, fragole) e verdura (peperoni, broccoli, cavoli). Le riserve corporee sono limitate (1.5-2 g) e si esauriscono in 1-3 mesi di apporto insufficiente. La carenza causa lo scorbuto, malattia storica delle navigazioni oceaniche, oggi rara ma ancora possibile in popolazioni a rischio (anziani isolati, alcolisti, tossicodipendenti, disturbi alimentari).
Preparazione all'esame
Digiuno di 8-12 ore. Evitare integratori di vitamina C nelle 24 ore precedenti. Il campione deve essere processato rapidamente e protetto dalla luce e dall'ossidazione (la vitamina C è molto instabile).
Valori di riferimento
0.4-1.5 mg/dL (23-85 µmol/L). Valori <0.2 mg/dL indicano carenza severa con rischio di scorbuto. Valori ottimali >0.6 mg/dL.
Interpretazione dei risultati
I livelli plasmatici di vitamina C riflettono l'apporto recente e sono molto influenzati dalla dieta dei giorni precedenti. Valori <0.2 mg/dL indicano deplezione severa con rischio di scorbuto clinico. Valori 0.2-0.4 mg/dL indicano riserve marginali. La vitamina C leucocitaria riflette meglio le riserve tissutali ma è meno disponibile. La fragilità del campione (ossidazione rapida) può causare falsi bassi. In pratica, il dosaggio è poco utilizzato: il sospetto clinico in paziente a rischio è sufficiente per iniziare la supplementazione (economica e sicura). La risposta clinica rapida (giorni-settimane) conferma la diagnosi.
▲ Valori alti
L'eccesso di vitamina C è generalmente eliminato per via renale e non causa tossicità significativa a dosi <2 g/die. Dosi molto elevate (>2-3 g/die) possono causare: disturbi gastrointestinali (diarrea osmotica), aumentato rischio di calcoli renali di ossalato (specialmente in predisposti), interferenza con alcuni test di laboratorio (falso negativo sangue occulto fecale, falso positivo/negativo glicosuria). In pazienti con sovraccarico di ferro (emocromatosi), alte dosi di vitamina C possono aumentare l'assorbimento di ferro e peggiorare il sovraccarico. L'interruzione brusca dopo alte dosi croniche può causare 'scorbuto di rimbalzo' per down-regulation dell'assorbimento.
▼ Valori bassi
La carenza di vitamina C (scorbuto) è rara ma esiste. Popolazioni a rischio: anziani soli con dieta povera ('tea and toast diet'), alcolisti, tossicodipendenti, disturbi alimentari, malassorbimento, diete estremamente restrittive, dialisi (perdita dialitica), fumatori (aumentato fabbisogno). Manifestazioni (compaiono dopo 1-3 mesi di carenza): astenia, mialgie, petecchie perifollicolari, porpora, ecchimosi, sanguinamento gengivale, gengivite ipertrofica, ritardata guarigione delle ferite, anemia (ridotto assorbimento di ferro, sanguinamenti, emolisi), dolore osseo e articolare, nei bambini alterazioni scheletriche. Lo scorbuto non trattato è fatale.
Quando rivolgersi al medico
Sospettare carenza in pazienti a rischio con: petecchie perifollicolari (patognomoniche), ecchimosi spontanee, sanguinamento gengivale, astenia marcata, mialgie, ritardata guarigione delle ferite. Non è necessario attendere il dosaggio: la supplementazione (250 mg 2-4 volte/die) è sicura e la risposta clinica è rapida (miglioramento in giorni-settimane). Indagare le cause della carenza (alimentazione, alcolismo, malassorbimento). Il fabbisogno aumenta nei fumatori (raccomandati 35 mg/die in più rispetto ai non fumatori).
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