Sanihelp.it – Esistono ormai tantissime terapie alternative che si utilizzano per i disturbi più disparati. Una di queste, forse ancora poco conosciuta, è la stimolazione magnetica transcranica.
Negli Stati Uniti questa terapia è stata addirittura riconosciuta dalla FDA come forma di terapia che potrebbe aiutare a ridurre le depressioni di media entità, ed è proprio per questo tipo di disturbi che spesso la stimolazione magnetica transcranica viene proposta.
Sembra, infatti, che chi vi si sia sottoposto abbia potuto ridurre notevolmente l’uso di antidepressivi, ed è un tipo di trattamento che viene consigliato anche a chi soffra di schizofrenia.
Ma come funziona, in concreto, questo trattamento?
La stimolazione magnetica transcranica è una forma di stimolazione non invasiva del cervello, nella quale si utilizzano degli impulsi ripetitivi simili a quelli della risonanza magnetica. Infatti, si eseguirà utilizzando proprio dei magneti che verranno applicati sulla pelle del cuoio capelluto.
In sostanza, quindi, questo trattamento riuscirebbe a normalizzare e a stimolare le cellule cerebrali in molte aree del cervello, soprattutto quelle che siano ormai associate alla presenza di problemi come la depressione e altri disturbi simili.
Inoltre, questo tipo di stimolazione non comporta gli effetti collaterali delle terapie mediche, e non induce neppure sintomi come lo svenimento oppure gli attacchi epilettici, spesso presenti in chi si sottoponga a particolari terapie per tali disturbi.
Quali sono, a questo punto, i disturbi per i quali questo trattamento si potrà applicare?
Esistono molti disturbi per i quali la stimolazione magnetica transcranica si potrà utilizzare, e tra questi sicuramente spiccano i seguenti:
· Disturbi depressivi
· Disturbo bipolare
· Disturbi d’ansia
· Schizofrenia
· Morbo di Parkinson
· Dipendenze
· Disturbo da stress post traumatico
· Emicrania
· Disturbi dell’alimentazione
Per trovare, in Italia, un centro nel quale si pratichi questa terapia sarà possibile consultare l’elenco dei luoghi accreditati sul sito www.rtmsitalia.it.



