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Così Amaurys Perez tiene a bada la vitiligine

Pelle

Sanihelp.it – «La prima volta è stata nel 2014, pochi mesi dopo la conclusione della nona edizione del talent Ballando con le stelle. Mi sono guardato le mani e ho visto le macchioline bianche sulla punta delle dita e lo specchio ne ha rivelate altre sul viso, ad altezza baffi. La vitiligine. Oh, cavolo, non voglio diventare bianco!, è stato il mio primo, allarmato, pensiero, mentre osservavo quelle chiazze risaltare sulla mia carnagione bruna». Così Amaurys Perez, ex pallanuotista (ora allenatore) di origine cubana, ha raccontato a Ok salute e benessere il suo primo incontro con la vitiligine.

La vitiligine è una malattia della pelle che determina la comparsa di macchie bianche ben circoscritte, in conseguenza dell’assenza in quei punti della melanina. Può coinvolgere qualsiasi area della pelle (anche se più spesso riguarda viso, collo, mani, braccia, pelle attorno ad occhi e bocca, gomiti) e può fare la sua comparsa a qualsiasi età. Le cause? Non è chiaro che cosa determini la scomparsa della melanina in aree circoscritte; si ritiene verosimilmente che la malattia abbia un’origine autoimmune, ovvero sia conseguenza di una reazione eccessiva ed errata del sistema immunitario, diretta contro le cellule che producono melanina. Sembra inoltre che eventi stressanti possano avere un effetto scatenante.

Del resto Perez ha manifestato i primi sintomi dopo quello che lui stesso ha definito un periodo particolarmente intenso della sua vita, quando era diviso tra gli allenamenti e le partite di pallanuoto e la partecipazione a Ballando con le stelle. La vitiligine si è poi ripresentata successivamente, in occasione della dura (così l’ha chiamata lo stesso Amaurys) esperienza del reality L’Isola dei famosi 13.

La vitiligine non è contagiosa né dolorosa, però conviverci può essere difficile, soprattutto a livello psicologico. Lo sportivo ha raccontato di aver vissuto proprio una «ansia da sbiancamento» che lo ha portato a cercare una soluzione al problema. Ha deciso così di risolversi a un centro dermatologico per provare la microfototerapia a luce fredda, una terapia che, grazie a un particolare macchinario, irradia le macchie bianche di raggi Uvb, allo scopo di riattivare la produzione di melanina: «Con due sedute al mese le chiazze sul viso sono ben presto arretrate, mentre per quelle sulle mani, più resistenti, c’è voluto decisamente più tempo, ma il risultato è stato ugualmente eccellente» ha spiegato Perez, che continua a sottoporsi a una seduta di mantenimento ogni mese.

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