HomeVita di coppiaA Roma primo centro contro il papilloma

A Roma primo centro contro il papilloma

Malattie veneree

Sanihelp.it – Quella da HPV, papilloma virus umano, è una delle infezioni a trasmissione sessuale più comuni e frequenti, che può regredire spontaneamente oppure causare la formazione di lesioni pre-cancerose. Una malattia infettiva ampiamente studiata e per la quale esiste un vaccino, ma non basta: secondo gli esperti bisogna fare ancora molto soprattutto in termini di formazione medica e di informazione corretta ai pazienti.

Per questo è nato a Roma un centro polispecialistico mirato proprio a prevenzione, diagnosi, terapia e informazione alla popolazione e ai medici sul papilloma virus e le sue correlazioni. La struttura, al momento unica nel suo genere in Italia, è la Hpv-Unit inaugurata presso l’Istituto nazionale dei tumori Regina Elena – San Gallicano.

«L’HPV Unit è uno esempio vincente di collaborazione continua tra i laboratori di ricerca e una rara molteplicità di strutture cliniche, dalla ginecologia alla virologia, alle malattie sessualmente trasmissibili alla dermatologia, dall’otorinolaringoiatria alla proctologia, dall’anatomia patologica alla citopatologia e microbiologia, da anni impegnate nello studio, diagnosi e terapie delle patologie HPV correlate» sottolineano Aldo Di Carlo e Ruggero De Maria, Direttori Scientifici rispettivamente del San Gallicano e del Regina Elena. «Obiettivo prioritario è di fornire percorsi clinico-diagnostici e terapeutici di elevata eccellenza, nonché pianificare studi scientifici ed epidemiologici».

Tra gli aspetti nodali, l’importanza della vaccinazione: «L'incidenza oggi dell'Hpv è attorno al 10-15% per la popolazione e con un'incidenza così importante il principio della vaccinazione è fondamentale. Non solo per l'adolescente ma anche per la donna sessualmente adulta fino a 45 anni, perché noi qui utilizziamo il vaccino quadrivalente» dichiara il ginecologo Luciano Mariani, coordinatore dell’Hpv Unit. «Anche i costi-benefici della vaccinazione ai maschi devono tenere conto non solo degli effetti indiretti sulla patologia femminile ma anche i possibili vantaggi diretti derivanti dai potenziali risparmi di spesa generati nelle lesioni ano-genitali e nei tumori maschili correlati all’HPV».

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