HomeVita di coppiaUn laser ringiovanisce l'intimità femminile

Un laser ringiovanisce l’intimità femminile

Menopausa

Sanihelp.it – Per i dieci milioni di donne italiane in menopausa, un problema non da poco è l’atrofia vaginale, ossia la modificazione della struttura del tessuto vaginale e degli organi vicini che determina irritazione, bruciore, prurito, secchezza, infiammazioni, lievi perdite di sangue, perdite persistenti e di cattivo odore. Il problema riguarda il 40% delle donne in menopausa e dipende dall’età che avanza e dalla riduzione degli ormoni estrogeni e può tradursi in un rapporto sessuale fastidioso o doloroso.


«Due indagini condotte recentemente in numerosi Paesi del Mondo, intervistando circa 8000 donne di età compresa tra i 55 anni e i 65 anni, hanno messo in evidenza che più del 75% delle donne vive l’atrofia vaginale con profondo disagio sul versante dell’autostima e della sessualità di coppia, ma fa molta fatica a parlarne, anche con il proprio medico» conferma la professoressa Rossella Nappi, professore di Ostetricia e Ginecologia dell’Università degli Studi di Pavia e membro del Consiglio Direttivo della Società Internazionale della Menopausa.

Oggi il problema si può affrontare anche con il laser, attraverso un trattamento chiamato MonnaLisa Touch. Consiste in una tecnica di foto ringiovanimento vaginale attraverso l’uso del laser all’anidride carbonica in modalità frazionata. Gli impulsi laser, cioè, direzionati sul tessuto vaginale, creano delle microlesioni circondate da tessuto sano, in sostanza, quindi, frazionano la mucosa.

Questo innesta processi e meccanismi fisiologici di ringiovanimento: si stimola la produzione di nuovo collagene e l’irrorazione sanguigna dell’area trattato. In questo modo si riesce a correggere il volume della mucosa, rimodellandola e ripristinando l’idratazione e l’elasticità in modo efficace e indolore.

Il trattamento viene fatto dal medico, previa visita ginecologica, generalmente senza anestesia, al più una crema anestetica. I risultati sono già evidenti dopo la prima seduta, ma si consiglia in genere un ciclo di 4-5 sedute a intervalli di 45-60 giorni. Non è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale: il costo si aggira attorno ai 200 euro a seduta.

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