Sanihelp.it – LELO, brand nel mercato dei sex toys, ha commissionato la nuova edizione del suo Futurist Report, per capire come cambieranno intimità e piacere nei prossimi dieci anni. La ricerca è stata condotta da Censuswide per LELO su un campione di 6.002 persone di età compresa tra i 18 e i 45 anni, residenti in Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Italia, Spagna e Svezia, tra il 3 e il 13 ottobre 2025. Il campione italiano era di 1000 interpellati; 1785 gli appartenenti alla Gen Z (18-28 anni) e 4217 i Millennials (29-45 anni).
Secondo la ricerca, infatti, il 60% degli interpellati ha già usato l’intelligenza artificiale per migliorare la qualità della propria sfera intima. Il dato più interessante, però, non è quanti utilizzano l’intelligenza artificiale per la propria vita sessuale, ma perché la utilizzano: le persone si rivolgono ai nuovi strumenti digitali per capirsi meglio e connettersi con sé stessi, prima ancora di connettersi con qualcun altro.
Sul tale fronte, l’Italia è uno dei laboratori più interessanti d’Europa. Il 71% degli italiani intervistati dichiara di aver utilizzato l’intelligenza artificiale in relazione alla propria vita intima: un dato secondo solo alla Spagna (81%) e nettamente superiore alla media internazionale del 60%.
Gli usi più frequenti restituiscono un ritratto molto distante dallo stereotipo del sesso digitale: il 34% la utilizza per consigli su appuntamenti, flirt o comunicazione sessuale; il 27% per esplorare nuove fantasie e scenari; il 22% per aumentare la fiducia in sé prima di un incontro; il 21% per capire meglio i propri desideri e preferenze; il 17% per entrare nel mood prima di un rapporto reale.
In altre parole, l’intelligenza artificiale viene usata meno come sostituto della relazione e più come coach del proprio desiderio. Un uso che parla di autonomia e curiosità, non di isolamento.
La ricerca ha poi confrontato la Gen Z (18-28 anni) con i Millennial (29-45 anni) e ha rivelato una rottura di paradigma: mentre il 57% dei Millennial ha utilizzato l’AI per la propria vita intima, la percentuale sale al 66% tra i Gen Z.
Ma è nei perché che il gap si fa più significativo. La Gen Z usa l’intelligenza artificiale per rafforzare la fiducia in sé: il 32% per aumentare l’autostima prima di un appuntamento (contro il 27% dei Millennial). E la interroga in cerca di risposte: il 39% chiede consigli su dating, flirt e comunicazione sessuale (contro il 36% dei Millennial). Il 26% della Gen Z dichiara inoltre che l’AI li aiuta a «dare voce alle emozioni» e il 23% che allevia l’ansia quando si tratta di parlare di sentimenti (contro rispettivamente 25% e 20% dei Millennial).
Sono percentuali che raccontano una generazione che, contrariamente al luogo comune, non sta delegando il piacere alla macchina: la sta usando come specchio per capire meglio sé stessa. Un allenamento all’ascolto interiore, prima ancora che alla relazione con l’altro.
La ricerca mostra quindi un Paese che utilizza l’AI con consapevolezza e senso critico. Il 54% degli italiani afferma di preoccuparsi dell’accuratezza fattuale delle risposte fornite dall’intelligenza artificiale (in linea con il 53% globale), e solo il 20% lo definisce senza riserve «utile». L’AI, insomma, viene guardata come uno strumento tra molti, non come un oracolo.
A dare profondità a questa lettura, le parole della futurista britannica Tracey Follows, autrice della prefazione del rapporto e classificata tra i 30 migliori futuristi al mondo da Global Gurus: «Il benessere intimo inizia aiutando le persone a sentirsi più libere, ma se diventa eccessivamente mediato, potrebbe anche renderle meno capaci di essere semplicemente sé stesse».
Il valore della tecnologia sta quindi nel suo essere un ponte verso la propria autenticità, non un suo sostituto. E questa è, secondo il rapporto, la sfida più affascinante del prossimo decennio: passare dall’essere connessi al sentirsi connessi.
Secondo LELO, la prossima frontiera dell’intimità non sarà quindi lo scontro tra digitale e analogico: sarà la capacità di essere davvero presenti a sé stessi, prima di tutto. E su questo terreno, la nuova generazione ha già iniziato a scrivere le proprie regole.



