Sanihelp.it – Uno studio pubblicato sulla rivista PLoS ONE e condotto presso l’università della Finlandia ha messo in luce la bontà dei mirtilli, soprattutto quelli selvatici, nel contrastare gli effetti negativi di una dieta ricca di grassi.
Lo studio è stato condotto su un modello animale: per 3 mesi alcuni topolini sono stati nutriti con una dieta molto ricca di grassi, ad alcuni di loro però sono stati dati regolarmente anche mirtilli liofilizzati alla concentrazione del 5 o 10%.
Quando i topi hanno cominciato a nutrirsi con una dieta molto ricca di grassi è aumentato il loro peso corporeo ed è risultato peggiorato il loro metabolismo sia glucidico che lipidico, sono aumentati i fattori direttamente collegati con l’infiammazione ed è salita anche la loro pressione arteriosa.
L’assunzione dei mirtilli, però, nonostante la dieta ricca di grassi ha ridotto i livelli dei fattori infiammatori circolanti e hanno anche limitato l’innalzamento della pressione arteriosa.
Gli effetti positivi esplicati dai mirtilli sono probabilmente riconducibili alla loro ricchezza in polifenoli e in particolare di antociani; queste molecole sono di gran lunga più abbondanti nei mirtilli selvatici anziché in quelli coltivati.



