Sanihelp.it – Il dialogo con le persone vicine e le relazioni affettive sono risorse importanti nella battaglia contro i tumori, soprattutto per affrontare i momenti più difficili del percorso di cura. In particolare, è la migliore comunicazione tra medico e paziente a rappresentare un’alleanza terapeutica decisiva.
Eppure non è un dialogo così scontato: «Le ragioni per cui i pazienti difficilmente parlano dei loro problemi con il medico curante sono diverse: da un lato gli oncologi per formazione si concentrano sulla sopravvivenza del paziente, mettendo in secondo piano l’aspetto psicologico e gli effetti collaterali, dall’altro i pazienti non manifestano i loro bisogni perché questi attengono spesso ad argomenti intimi con i quali temono di mettere in imbarazzo i medici» spiega Anna Costantini, Presidente della Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO). Tutto ciò non giova al paziente né alla risoluzione della malattia. Per questo Sipo e Salute Donna Onlus hanno voluto promuovere un cortometraggio sull’argomento, per sfruttare la forza catalizzante ed emotivamente prorompente del linguaggio cinematografico. Il cinema, quindi, come potente strumento di formazione e informazione per i pazienti ma anche per gli stessi medici.
È nato così Insieme, liberamente ispirato a una vicenda vera, raccolta attraverso il sito Nonausea.it, che racconta frammenti durissimi di vita reale di una giovane donna che convive con il cancro. Il film, presentato ieri come evento speciale della 70a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e visibile su You Tube, è stato girato dalla regista Annamaria Liguori e può vantare un grande gruppo di interpreti: Euridice Axen, Giorgia Wurth, Nicolas Vaporidis e Monica Scattini. I brani musicali sono interpretati da Marco Carta e concessi a titolo gratuito.
A Venezia cortometraggio sul cancro
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