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Bambini aggressivi: futuri delinquenti?

Sanihelp.it – Uno studio decennale, effettuato negli Stati Uniti raccogliendo dati relativi a 765 bambini di età compresa tra 10 e 11 anni, ha rivelato che quelli che riferivano problemi comportamentali tra cui aggressività o furti, rispetto ai coetanei più tranquilli, vedevano quadruplicare le probabilità di manifestare depressione o comportamenti violenti entro i 21 anni di età.


Secondo quanto afferma l’autore principale della ricerca, il dottor W. Alex Mason, «La notizia positiva è che questi risultati indicano che per genitori, insegnanti e servizi sociali esiste la possibilità di individuare i problemi comportamentali dei giovanissimi e di intervenire per contenere il problema e prevenire successive manifestazioni di violenza e depressione».

Studi precedenti hanno anche dimostrato che i problemi emotivi e comportamentali dell’infanzia spesso precedono comportamenti antisociali in età adulta. La timidezza a volte riferita dai bambini, per esempio, anticipa a volte il rischio di sviluppare una fobia sociale.

In molti casi però i risultati di questi studi non hanno potuto essere generalizzati perché il gruppo studiato proveniva da una clinica e non dalla comunità.

Per ovviare a questo problema, Mason e i suoi collaboratori dell’Università di Washington hanno condotto uno studio a lungo termine su alcuni scolari delle elementari dei quartieri ad alto tasso di criminalità di Seattle.

Dieci anni dopo, il 21% dei ventunenni affermava di avere commesso almeno due atti violenti nel corso dell’anno precedente e rispettivamente il 20 e il 17% sosteneva di avere sofferto di depressione o fobia sociale nello stesso periodo.

Non bisogna esagerare con gli allarmismi: una lite occasionale o altri problemi di condotta del proprio figlio non sono per forza il segnale di un rischio a lungo termine per violenza o depressione.

«Alcuni problemi di condotta sono normali tra i giovanissimi», sostiene Mason. Soltanto quando questi problemi insorgono molto precocemente o sono particolarmente gravi possono di fatto aumentare il rischio che il bambino sviluppi in seguito un comportamento violento o una depressione.


Lo studio non ha preso in esame i motivi per cui i problemi comportamentali dell’infanzia sono indici di una successiva depressione o di comportamento violento, ma David Hawkins, coautore dello studio, suggerisce una possibile spiegazione: «Si può ipotizzare che i bambini che adottano un comportamento aggressivo diventino sempre più isolati socialmente durante l’adolescenza, e che i loro fallimenti sociali possano contribuire allo sviluppo di una depressione». Intervenire in tempo, però, può evitare che questa concatenazione si avveri, e cambiare il futuro di molti bambini.


FONTE: Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry

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