Sanihelp.it – È dedicata al dolore cronico la nuova campagna di informazione di Sandoz Italia, con il patrocinio dell'Associazione italiana per lo studio del dolore – AISD, di FederDolore – SICD, Fondazione ISAL, Fondazione Onda e della Società italiana di Medicina generale – SIMG, E tu sai cosa si prova? Superare il dolore si può, che mira a diffondere una maggiore consapevolezza del problema non solo nei pazienti, ma anche nel personale medico sanitario e intutti coloro che conoscono questa forma di dolore per via indiretta.
La campagna punta anche a correggere alcune criticità che riguardano il dolore cronico, emerse anche da un’indagine sul tema promossa dalla Fondazione Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e del genere e realizzata da Elma Research con il supporto di Sandoz: la percezione, errata, che al dolore cronico non ci sia rimedio; la tendenza a temporeggiare o a ricorrere al fai da te lasciando passare anche 6-7 mesi dal sintomo iniziale prima di rivolgersi anche solo al farmacista; la difficoltà nella presa in carico di chi affronta la malattia perché, come spiega Maria Caterina Pace, docente di Anestesia e rianimazione all'università Luigi Vanvitelli di Napoli, «tutto sommato c'è una scarsa informazione e la rete di terapia del dolore funziona male. In alcune parti c'è, in altre no. Dove è presente non sempre funziona bene, non tutti i professionisti della salute sono informati».
Testimonial della campagna sono Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, coppia comica sul palco e nella vita che si è messa a disposizione proprio per sensibilizzare attraverso ciò che sanno fare meglio: coinvolgere gli spettatori con uno sketch. Il video sbarcherà nei cinema in autunno con lo scopo di raggiungere il più ampio pubblico possibile, ma è già disponibile sui social dei due artisti.
«La comicità permette di diffondere messaggi importanti in maniera leggera, ma efficace e soprattutto senza banalizzare situazioni di vita reale», ha detto la coppia. «Una battuta ti rimane in testa, ma sedimenta e, in un secondo momento, può suscitare una riflessione più profonda. Speriamo con il nostro video di contribuire a diffondere il diritto a non soffrire e curare il dolore cronico».


