HomeSalute BenessereSaluteEsposizione alle sostanze d'abuso e struttura cerebrale

Esposizione alle sostanze d’abuso e struttura cerebrale

Sanihelp.it – Secondo uno studio finanziato dai National Institutes of Health (Nih) che ha utilizzato i dati dell'Adolescent Brain Cognitive Development Study (Abcd), il più grande studio longitudinale sullo sviluppo e la salute del cervello nei bambini e negli adolescenti negli Stati Uniti, supportato dal Nida Nih e da altri 9 istituti e centri, l’esposizione precoce a sostanze d’abuso può  indurre delle differenze nello sviluppo della struttura del cervello.


Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver valutato i dati a disposizione e valutato le risonanze magnetiche di 9.804 bambini americani quando avevano un'età compresa tra 9 e 11 anni e hanno seguito i partecipanti per 3 anni per determinare se alcuni aspetti della struttura cerebrale fotografati negli esami diagnostici di base fossero associati all'inizio precoce dell'assunzione di sostanze.

Hanno monitorato l'uso di alcol, nicotina e/o cannabis, le sostanze più comuni utilizzate nella prima adolescenza, nonché l'uso di altre sostanze illecite.

Gli scienziati hanno confrontato le risonanze magnetiche dei 3.460 partecipanti che hanno segnalato di aver iniziato ad assumere le sostanze prima dei 15 anni – dal 2016 al 2021 – con quelle di coloro che non lo hanno fatto (6.344).

Nell'indagine hanno valutato il volume, lo spessore, la profondità delle pieghe cerebrali e dell'area superficiale, principalmente nella corteccia cerebrale ovvero dello strato cerebrale più esterno sede di numerose funzioni come il linguaggio, le emozioni e i processi decisionali. In questo modo i ricercatori sono stati in grado di identificare 5 differenze strutturali del cervello a livello globale tra i ragazzi che hanno ceduto alle sostanze d’abuso prima dei 15 anni e quelli che non lo hanno fatto. In questo modo hanno riscontrato un volume cerebrale totale maggiore e un volume sottocorticale più ampio in coloro che hanno indicato l'inizio dell'assunzione di sostanze.

Sono state riscontrate anche altre 39 differenze nella struttura del cervello a livello regionale, con circa il 56% della variazione regionale che coinvolgeva lo spessore corticale.

 Le evidenze a disposizione degli studiosi, però hanno rilevato che molte di queste differenze strutturali erano già presenti nell’infanzia, prima dell’uso di sostanze, indicando un possibile ruolo nella predisposizione all’inizio del consumo.


«Quanto abbiamo indagato si aggiunge ad alcune prove emergenti che la struttura cerebrale di un individuo, insieme alla sua genetica unica, alle esposizioni ambientali e alle interazioni tra questi fattori, possono avere un impatto sul suo livello di rischio e di resilienza nell'uso di sostanze stupefacenti e anche nella dipendenza» ha tenuto a sottolineare Nora Volkow direttrice del Nida (National Institute on Drug Abuse).

«Comprendere la complessa interazione tra i fattori che contribuiscono e che proteggono dall'uso di droghe è fondamentale per studiare efficaci interventi di prevenzione e fornire il supporto alle fasce della popolazione che potrebbero essere più vulnerabili» ha concluso la studiosa.

Video Salute

Ultime news

Gallery

Lo sapevate che...