HomeVita di coppiaContraccezione d’emergenza: perché «giorno dopo» non significa aspettare

Contraccezione d’emergenza: perché «giorno dopo» non significa aspettare

Sanihelp.it – Molte volte c’è confusione quando si parla di contraccezione d’emergenza, la pillola del giorno dopo fa pensare come se ci possa essere il momento preciso in cui assumerla: ovvero il giorno seguente… ma non è così!


Come spiegato nelle informazioni sulla contraccezione d’emergenza attraverso portali specializzati come Mettiche, il tempismo è importante e prima si utilizza il farmaco maggiori sono le possibilità che funzioni. Gli esperti consigliano di intervenire il prima possibile, le 72 ore o i 5 giorni di cui si parla sono il limite entro cui possono essere utilizzate le diverse formulazioni.

Contraccezione d’emergenza: le due opzioni disponibili

In Italia si può scegliere per la contraccezione d’emergenza tra:

  • Levonorgestrel. Comunemente nota come pillola del giorno dopo va assunta entro 72 ore dal rapporto non protetto o dal fallimento del metodo contraccettivo. Può essere acquistata senza ricetta dalle maggiorenni, richiede invece la prescrizione per le minorenni;
  • Ulpistral acetato. Si può utilizzare fino a 5 giorni dall’accaduto e in questo caso è libera da ricetta sia per le maggiorenni sia per le minorenni.

In entrambi i casi il farmaco va ad agire impedendo o ritardando l’ovulazione; dunque, la sua possibilità di funzionamento dipende strettamente dal momento del ciclo in cui ci si trova; in caso l’ovulazione sia già avvenuta il rischio di una gravidanza indesiderata aumenta.

Sottolineiamo anche che non hanno nulla a che fare con la pillola abortiva, in caso sia già presente una gravidanza in atto non provoca alcuna interruzione.

Contraccezione d’emergenza per minorenni: cosa c’è da sapere

Abbiamo già accennato velocemente che la pillola del giorno dopo non è esente da ricetta per le minorenni; serve infatti una prescrizione medica non ripetibile che può essere richiesta tramite pronto soccorso, ginecologo o guardia medica. La privacy è comunque tutelata, i genitori non saranno informati. Per quella dei 5 giorni, come stabilito dall’AIFA dal 2020 non è invece richiesta alcuna ricetta medica neppure per le under 18.

La scelta non si limita al numero di ore

Sapere quanto tempo è trascorso dal rapporto è essenziale, ma non esaurisce la valutazione. Possono avere importanza il momento del ciclo, i contraccettivi eventualmente già utilizzati e alcuni medicinali assunti contemporaneamente, che possono interferire con la contraccezione d’emergenza.


Per questo le due opzioni non vanno lette come una classifica, né scelte semplicemente in base al nome o al fatto che una abbia una finestra temporale più lunga dell’altra. Farmacista, medico, ginecologo o consultorio possono aiutare a individuare la soluzione appropriata alla situazione concreta, soprattutto quando ci sono terapie in corso o dubbi sulla data del rapporto e sul ciclo.

Cosa succede dopo l’assunzione

La contraccezione d’emergenza riguarda il rapporto che ha determinato il rischio e non copre da eventuali rapporti successivi, né protegge da infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. Il Ministero della Salute raccomanda, infatti, di utilizzare un metodo contraccettivo di supporto come preservativo, pillola, cerotto o ciò che viene scelto con l’aiuto del consultorio o del proprio ginecologo.

Il ciclo può essere in ritardo e irregolare, non è raro che capitino fenomeni di spotting e perdite durante il mese successivo ma in caso di una mancanza del ciclo di oltre 5-7 giorni rispetto alla data attesa meglio effettuare un test di gravidanza.

Insomma, seppur sulle confezioni venga riportato un nome scientifico comunemente conosciamo questi farmaci come pillola del giorno dopo o dei 5 giorni dopo però ricordiamo che quello è il limite in cui utilizzarli e che la tempestività può fare la differenza.

Video Salute

Ultime news

Gallery

Lo sapevate che...