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West Nile: cosa dice il bollettino ISS

Sanihelp.it – Il sesto bollettino della sorveglianza ISS (Istituto Superiore Sanità) registra 351 casi di infezione da West Nile Virus (WNV) nell’uomo, con 22 decessi.


I casi nella forma neuro-invasiva sono 158, con un tasso di letalità del 13,9%.

Dal 1 gennaio al 19 agosto 2025 (aggiornamento settimanale), al sistema di sorveglianza nazionale – coordinato dall’ISS – risultano 127 casi confermati di Dengue (123 casi associati a viaggi all’estero e 4 casi autoctoni, età mediana 41 anni, 57% di sesso maschile, nessun decesso.

Sono stati identificati due eventi distinti di trasmissione locale del virus Dengue in due Regioni, Emilia-Romagna e Veneto, uno dei quali rappresentato da un caso sporadico e l’altro da un focolaio.

Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche); 66 casi confermati di Chikungunya (37 casi associati a viaggi all’estero e 29 casi autoctoni, età mediana 53 anni, 50% di sesso maschile, nessun decesso.

Sono stati identificati quattro episodi di trasmissione locale del virus Chikungunya in due Regioni, Emilia-Romagna e Veneto, due rappresentati da due casi sporadici e due da focolai. Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche).

Dal 1 gennaio al 29 luglio 2025 (aggiornamento mensile), al sistema di sorveglianza nazionale risultano 4 casi di Zika virus (tutti importati, nessun decesso); 23 casi di TBE (tutti autoctoni, età mediana 52 anni, 57% di sesso maschile, nessun decesso); 38 casi di Toscana virus (tutti autoctoni, età mediana 59,5 anni, 74% di sesso maschile, nessun decesso).


Il virus WSN continua a espandersi nelle aree endemiche del Nord Italia, ma i numeri registrati finora riflettono l’andamento epidemiologico degli ultimi anni.

Anche la proporzione dei casi gravi risulta stabile rispetto alle stagioni precedenti.

La circolazione del virus è stata rilevata in 53 Province di 14 Regioni, con incidenze maggiori in Lazio (59 casi) e Campania (54 casi), seguite da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Basilicata, Calabria e Sardegna.

È bene ricordare che ad oggi non esiste un vaccino per la febbre West Nile.

Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:

  • usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
  • usando delle zanzariere alle finestre
  • svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
  • cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
  • tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile.

Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

 

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