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Ashley Tisdale e i gruppi WhatsApp: anche ad Hollywood le chat di genitori posso essere un problema

Sanihelp.it – I genitori dell’era moderna hanno qualcosa in più con cui doversi misurare rispetto a chi ha ricoperto lo stesso ruolo prima di loro: le chat di gruppo su WhatsApp. A volte le mamme (tocca generalmente a loro) cominciano a fare gruppo su WhatsApp già nei corsi pre-parto, poi, per tutta la carriera scolastica, c’è almeno una chat per classe, senza contare quelle delle attività extra scolastiche.


Tali gruppi, almeno secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, rischiano di alimentare l’ansia e l’iperprotezione e di diventare disecudativi per i figli. Ma, diciamolo, possono essere tossici anche per le mamme stesse.

Per chi non lo avesse sperimentato direttamente almeno una volta, c’è l’esperienza nientemeno che dell’attrice e cantante Ashley Tisdale – divenuta celebre per il ruolo di Maddie nella sit-com Zack e Cody al Grand Hotel, e per quello di Sharpay Evans nella serie di film di High School Musical. Avete capito bene: dalle chat di WhatsApp non sono immuni neppure i genitori vip, anche a Hollywood.

All’inizio di quest’anno Tisdale ha fatto molto discutere pubblicando un editoriale intitolato Breaking Up With My Toxic Mom Group (ovvero Lascio il mio gruppo tossico di mamme) per The Cut, in cui ha raccontato la propria esperienza negativa con un gruppo WhatsApp di mamme famose.

«Quando sono diventata mamma, desideravo la connessione quasi quanto il sonno. Così ho fatto quello che fanno molte di noi. Mi sono unita a un gruppo di mamme. Io e le altre mamme ci siamo scambiate consigli sull’educazione al sonno, abbiamo scattato tantissime foto (forse troppe) e abbiamo festeggiato le piccole vittorie. È stato fantastico ed era esattamente ciò di cui avevo bisogno in quel momento» ha raccontato l’attrice sul proprio blog Byashleyfrench.com (French è il cognome da sposata).

«Ma ecco la cosa a cui nessuno mi aveva preparata: i gruppi di mamme possono diventare tossici. Non perché le mamme stesse siano persone tossiche, ma perché la dinamica si trasforma in qualcosa di spiacevole, con comportamenti da cattivella. Lo so per esperienza personale. Nel mio gruppo di mamme, ho iniziato a notare che si parlava di certe persone anche quando non erano presenti, e non in modo positivo. Mi sono resa conto che c’erano gruppi di messaggi che non includevano tutte, il che portava alla formazione di gruppetti all’interno del gruppo più ampio. E dopo aver visto per la terza o quarta volta le foto sui social media di tutte le altre a un ritrovo a cui non ero stata invitata, mi sono sentita come se non facessi più parte del gruppo».

Ha così deciso di lasciare il gruppo: «Se rimani in un gruppo che opera sull’esclusione e sul pettegolezzo, tuo figlio se ne accorge e può assorbire quel comportamento. D’altro canto, quando gli mostri che è possibile allontanarsi da dinamiche che sembrano malsane, gli stai insegnando cosa significa il vero rispetto di sé».


Sebbene Tisdale non abbia fatto nomi nel saggio, il suo racconto è stato collegato da più parti a un gruppo di mamme vip con cui era solita frequentarsi, tra cui Hilary Duff, Mandy Moore e Meghan Trainor. Mentre quest’ultima ha pubblicamente negato di essere coinvolta, il marito di Hilary Duff quasi subito ha pubblicato via social una di parodia dell’immagine della Tisdale apparsa su The Cut scrivendo «Quando sei la persona più egocentrica del mondo, le altre mamme tendono a spostare l’attenzione sui loro veri bambini», lasciando in un certo modo intendere un coinvolgimento della moglie.

Impariamo così che anche se si è ricche e famose si rischia di finire in un gruppo WhatsApp con altre mamme con cui non si va d’accordo, ma come ricorda Tisdale, «Se il tuo gruppo di mamme è passato dall’essere un’ancora di salvezza a una mina vagante, concediti il permesso di andartene».

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