Sanihelp.it – Il 15 aprile si celebra per il quindicesimo anno consecutivo la giornata nazionale per la lotta alla trombosi, istituita da ALT (associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari – Ente Filantropico ).
Per questa importante occasione ALT, attraverso il proprio sito ufficiale, ha lanciato un sondaggio per capire meglio quanto è percepito il rischio legato alla trombosi e quali sono oggi le principali fonti di informazione su questo tema. Grazie alle risposte degli utenti ALT potrà migliorare, rafforzare e continuare a rendere sempre più mirate le attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione, affinché nessuno un giorno possa dire: Io non lo sapevo.
Sono già oltre duecento le risposte giunte al questionario, tuttora disponibile online al sito ufficiale https://www.trombosi.org/ . E nonostante si tratti in larga parte di una platea di intervistati motivata, che ha consultato il sito web di ALT per informarsi o perché già venuto in contatto con la trombosi (il 67% degli intervistati), i risultati della survey dimostrano che c’è ancora molto da fare nel campo della prevenzione.
A partecipare al sondaggio è stata soprattutto una platea composta da donne (72,3%), residenti nel Nord Italia (quasi il 70%), con una distribuzione piuttosto omogenea tra le varie fasce d’età: non solo anziani quindi, ma a sorpresa anche tanti lavoratori e persino un buon numero di giovani tra i 25 e i 34 e adulti tra i 35 e i 44 anni. Del resto, quasi il 90% degli intervistati si dimostra consapevole che la trombosi può colpire chiunque, a qualsiasi età, ed è importante saperne cogliere i segnali e impegnarsi nella prevenzione sin da giovani. Di trombosi quasi tutti gli interpellati ne hanno sentito parlare (il 97,5%), tre persone su quattro si dicono abbastanza o molto informate sul tema (oltre il 74%), eppure nonostante l’86,8% sia attento al regime alimentare il 25,7% abbia dichiarato di non dedicarsi mai ad attività fisica, anzi il 44% degli intervistati conduce uno stile di vita sedentario. Qual è, dunque, la definizione di Trombosi?
È il fenomeno causato dalla formazione di un trombo nel sangue, nelle vene e nelle arterie. Infarto, ictus, embolia, trombosi venose e arteriose sono malattie provocate dalla formazione di un coagulo, chiamato trombo, all’interno di una vena o di un’arteria che rallenta o blocca del tutto l’arrivo dell’ossigeno e del nutrimento alle cellule, oppure dal distacco di un frammento di trombo che diventa un embolo, che circolando nel sangue provoca un danno lontano. La trombosi è un problema globale, come le malattie che provoca. Nel mondo oggi una persona su quattro muore per una malattia causata da trombosi e su 10 persone colpite una perde la vita. La probabilità aumenta con il passare degli anni (sette persone su mille oltre i 70 anni all’anno). La trombosi colpisce il doppio dei tumori, ma fra tutti noi, uno su tre potrebbe evitarla imparando a conoscerla.
Sedentarietà, sovrappeso, fumo, cattive abitudini alimentari, unite a una predisposizione genetica, in sostanza lo stile di vita, sono le cause più indicate dagli intervistati per la trombosi nel sondaggio proposto da ALT. Ed è corretto:
« Perché si verifichi una trombosi – dicono gli esperti dell’associazione – ci vogliono più fattori: uno squilibrio del sistema della coagulazione del sangue, una lesione dell’endotelio che piastrella l’interno delle vene o delle arterie, e un rallentamento della circolazione del sangue. Non si eredita la trombosi, l’Infarto o l’Ictus, si eredita la tendenza a sviluppare queste malattie. La scienza ha dimostrato che possiamo fare molto per evitare le malattie da trombosi a partire dalla conoscenza: è importante saper riconoscere i sintomi premonitori e modificare i fattori di rischio modificabili».
Proprio per questo ALT ha creato una pagina dedicata alla prevenzione della trombosi e delle malattie cardiovascolari https://www.trombosi.org/trombosi/come-la-evito/ con una serie di consigli utili: «La migliore prevenzione della Trombosi – sottolineano gli esperti di ALT – è lo stile di vita: niente sovrappeso, attenzione all’alimentazione, costante attività fisica, niente fumo, riduzione dello stress, misurazione e monitoraggio dei valori della pressione, colesterolo, trigliceridi, glicemia e diabete. Lo stile di vita è fondamentale nelle persone sane, è indispensabile in chi ha già avuto una malattia da trombosi. La scienza, infatti, ha dimostrato che da soli possiamo fare molto»
Oltre il 68% delle persone che hanno risposto al questionario di ALT ammette di cercare informazioni sulla salute attraverso internet, a sorpresa molti di più di quelli (solo il 52%) che si affidano al medico di base, e di ritenerle sostanzialmente attendibili o molto attendibili. La quasi totalità degli intervistati (oltre il 92%), tuttavia, ammette anche che gli piacerebbe ricevere informazioni più chiare e accessibili sulla prevenzione della Trombosi. Il 15 aprile, anche grazie all’impegno dell’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle Malattie Cardiovascolari, può essere l’occasione giusta per cominciare.



