Sanihelp.it –Nel 2022 Beatrice aveva 24 :« A giugno ho sentito un piccolo nodulo al seno. L’ecografia e la biopsia risultarono negative, ma io non riuscivo a tranquillizzarmi: sentivo dentro di me che qualcosa non andava. A dicembre ho notato che il nodulo era diventato più grande, così ho deciso di fare un altro controllo. Poco prima di Natale, ho ricevuto la diagnosi: tumore al seno in stadio avanzato. Ho iniziato la chemioterapia, sette cicli, e poi sono passata a una terapia a bersaglio molecolare che devo fare ancora adesso ogni 21 giorni. Sono passati anni, gli esami di controllo sono ok e posso dire di essere viva, viva anche grazie alla ricerca. Mi sono resa conto da vicino di quanto la ricerca sia fondamentale. La terapia che ho seguito io, per esempio, era disponibile da soli due anni. La ricerca è silenziosa, non sembra concreta, tangibile, invece i risultati lo sono eccome».
Beatrice oggi al quinto anno del corso di laurea in Biotecnologie mediche ha riassunto così la sua vicenda; sta facendo il tirocinio in un laboratorio di farmacologia, ma gni tre settimane, per sottoporsi alla terapia e ai controlli di routine va all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, dove Antonio Marra affianca l’attività clinica alla ricerca con il sostegno di Fondazione AIRC: «Quello di Beatrice è un tumore di tipo HER2 positivo, caratterizzato dalla presenza di un gene (HER2) che quando è espresso in eccesso guida la crescita del tumore. Grazie a decenni di ricerca che hanno portato allo sviluppo di terapie a bersaglio molecolare sempre più precise, mirate ed efficaci, oggi possiamo curare e garantire una buona qualità di vita a molte delle pazienti con questo sottotipo di neoplasia della mammella. Beatrice ha potuto beneficiare di una di queste innovazioni molto recenti: i cosiddetti anticorpi farmaco-coniugati, che consentono di portare i farmaci proprio dove servono, grazie agli anticorpi monoclonali associati. Ciò permettere di massimizzare l’efficacia della chemioterapia riducendone gli effetti collaterali».
C’è tanto bisogno di ricerca: ecco perchè anche quest’anno il mese di ottobre è dedicato alla ricerca e alla prevenzione del tumore al seno.
Una campagna di sensibilizzazione che riguarda tutte e tutti da vicino, perché in Italia questa neoplasia colpisce una donna su otto nell’arco della vita, circa 56.000 donne e 600 uomini ogni anno.
Grazie ai progressi della ricerca, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi continua ad aumentare: nel nostro Paese, dagli anni Novanta a oggi è cresciuta dal 78% fino all’89,5%, numeri che significano migliaia di vite salvate. Finché tutte le donne non avranno le stesse possibilità di cura, tuttavia, il Nastro Rosa di AIRC non sarà completo.
Il traguardo può sembrare vicino, ma il cosiddetto ultimo miglio è sempre il più difficile e complesso, dove si affrontano le forme più aggressive e quelle che non rispondono alle terapie attualmente disponibili. E qui la ricerca può fare la differenza, trasformando nuove scoperte in opportunità di cura. Per questo, nel 2026, Fondazione AIRC ha destinato oltre 14 milioni di euro a progetti di ricerca e borse di studio in quest’ambito, sostenendo il lavoro di ricercatrici e ricercatori impegnati a trovare soluzioni sempre più efficaci per tutte le donne e per tutti i pazienti. Per aiutare le donne a orientarsi tra abitudini da adottare, controlli consigliati in base all’età e screening offerti dal Servizio Sanitario Nazionale nelle varie Regioni, AIRC ha realizzato una guida online sulla prevenzione del tumore al seno consultabile.
La campagna Nastro Rosa, inoltre, è anche un’occasione importante per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione: sottoporsi agli esami previsti nei programmi di screening per la diagnosi precoce raccomandati è fondamentale per individuare un tumore in fase molto iniziale, aumentando notevolmente la possibilità di curarlo in modo più efficace; adottare abitudini salutari può ridurre il rischio di ammalarsi di tumore al seno: si stima che chi pratica attività fisica abbia un rischio del 10-20% inferiore rispetto a chi non si muove, mentre il consumo regolare di bevande alcoliche sarebbe la causa di circa il 5% delle nuove diagnosi di cancro della mammella in Italia.
Ogni momento è buono per sottolineare che la prevenzione deve diventare un’abitudine quotidiana, attraverso gesti semplici e integrati nella nostra routine. Dal 1° ottobre AIRC lo farà anche sui mezzi pubblici di Milano, Roma e Torino, dove alcuni tram e autobus di linea tutti rosa ricorderanno alle passeggere quando e come fare l’autopalpazione, attraverso cartelli appesi alle maniglie e lungo le pareti, che descrivono tutti i passaggi necessari. Giocando con espressioni note come attaccati al tram un gesto quotidiano come sorreggersi alla maniglia diventa un promemoria per la prevenzione, anche mentre stiamo facendo e pensando a tutt’altro.



