Sanihelp.it – I bracciali in rame possono davvero aiutare il corpo a stare meglio? Da molti decenni questi braccialetti vengono venduti con l’indicazione di loro proprietà terapeutiche, e ora bisognerebbe capire se si tratti davvero di strumenti in grado di risanare il fisico oppure no.
Bracciali in rame, perché si indicano come terapeutici
Già da alcuni decenni vengono proposti i bracciali in rame quasi come se fossero una panacea per ogni male: dall’equilibrio, all’artrite, fino al sistema immunitario.
Coloro che utilizzano i bracciali in rame indicano come questi siano davvero benefici, basandosi sia sulle proprietà del rame sia sulla cristalloterapia.
Si pensa che una parte del metallo contenuto nei bracciali in rame possa essere assorbito tramite la pelle, raggiungendo il flusso sanguigno e quello linfatico.
A ciò, quindi, si correlano effetti antinfiammatori e curativi, come accade per il sollievo dal dolore e il supporto del sistema immunitario.
Inoltre, in alcuni casi si aggiunge anche la presenza di un magnete, che dovrebbe arrivare a favorire ulteriormente il flusso sanguigno e quello energetico.
Bracciali in rame, che cosa c’è di vero?
In merito all’efficacia dei bracciali in rame sono stati condotti molti studi, e in tutti i casi è stato indicato come questi dispositivi non mantengano le promesse.
Infatti, in tanti casi l’efficacia dei bracciali in rame sulla salute è maggiormente legata al così detto effetto placebo, piuttosto che alla loro effettiva capacità terapeutica: la persona si convince che il bracciale la aiuterà e percepisce un miglioramento nel proprio stato di salute, soprattutto in presenza di patologie croniche.
Ovviamente, nel caso in cui una persona acquisti un bracciale in rame non riponendo molte speranze in esso non ci saranno particolari rischi. Il rischio inizia, invece, nel momento in cui il paziente che abbia una patologia specifica abbandoni i trattamenti medici per passare all’uso esclusivo di questi bracciali.



