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Eclampsia nel cane e nel gatto: cosa fare

Salute e animali

Sanihelp.it – L’eclampsia viene anche chiamata, più correttamente, tetania puerperale, oppure febbre lattea. È una condizione che interessa cane e gatto, femmine, caratterizzata dalla diminuzione dei livelli di calcio nel sangue (ipocalcemia), a causa della produzione di latte. Si verifica infatti, di solito, durante l’allattamento. Il problema può riguardare qualunque razza e taglia, ma si verifica più di frequente in soggetti di piccola taglia con cucciolate numerose. Si manifesta di solito nelle prime due settimane dopo il parto, quando la richiesta di latte da parte dei cuccioli è massima. Tra i sintomi iniziali vi sono irrequietezza, prurito facciale, salivazione profusa, aumento della sete, che evolvono in vomito, febbre, difficoltà di respirazione, fino ad arrivare, nello stadio finale, a convulsioni e morte. Possono comparire anche atteggiamenti di aggressività, o di completo disinteresse, nei confronti dei cuccioli.

La diagnosi si basa sul quadro clinico e su esami del sangue per valutare la calcemia. Nel caso in cui comparissero questi sintomi, è necessario intervenire tempestivamente, perché solo in questo modo si avrà una prognosi favorevole. Il veterinario potrà intervenire con una infusione endovenosa lenta di calcio gluconato che consente un rapido miglioramento. La terapia può poi essere proseguita a domicilio con la somministrazione per via orale di integratori a base di calcio, per prevenire le recidive.

È possibile prevenire questa situazione? La prevenzione consiste nel fornire alla cagna un’alimentazione corretta, durante la gravidanza, con un giusto rapporto calcio/fosforo.

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