Sanihelp.it – La fibroadenosi mammaria è una patologia non rara nella gatta, di natura benigna, caratterizzata da una crescita uniforme e rapida dello stroma mammario e dell’epitelio dei dotti mammari che dipende dal progesterone e dalla conseguente produzione di GH, l’ormone della crescita secreto dall’ipofisi. Si osserva di solito dopo la prima o la seconda ovulazione, in gravidanza oppure nelle gatte trattate con progestinici, ma può colpire anche i maschi sottoposti a terapia progestinica. Le mammelle aumentano di volume in modo notevole, sono dure al tatto ma non dolorose. Possono essere interessate tutte, o la maggior parte, delle ghiandole mammarie, senza coinvolgimento dei linfonodi adiacenti. La situazione può evolvere rapidamente, fino a diventare una mastite vera e propria, a questo punto dolente, con ulcerazione cutanea, febbre, malessere e letargia. La terapia chirurgica è risolutiva (ovariectomia o ovarioisterectomia), ma è un intervento piuttosto invasivo. Laterapia medica consiste invece nella somministrazione di un antagonista del progesterone, aglepristone, tramite iniezione sottocutanea, solitamente nella zona del collo (collottola) per evitare reazioni locali nella cute. Vengono spesso associati anche antinfiammatori non steroidei, come per esempio carprofene, per ridurre il dolore e l’infiammazione, e antibiotici, come amoxicillina + acido clavulanico, se sono presenti lesioni cutanee a carico delle mammelle.
La fibroadenosi mammaria deve essere distinta dai tumori mammari che sono frequenti nei gatti, in qualche caso mediante biopsia. Inoltre si possono eseguire dei prelievi siero-ematici per valutare il quantitativo di progesterone in circolo, che in questo caso sarà notevolmente aumentato. I tumori al seno sono spesso maligni nel gatto (in oltre l’80% dei casi): hanno quindi una prognosi sfavorevole rispetto alla mastosi che è una condizione benigna e inoltre riguardano principalmente gatti di età superiore ai 10 anni.



