Sanihelp.it – Ne perdiamo fiosologicamente circa un centinaio al giorno. Ma può succedere che il conto non torni e che i capelli indebiliti cadano più copiosi del solito. Le cause possono essere tante e diverse ma la stagionalità gioca sicuramente un ruolo chiave. Le differenze di luminosità nel corso delle giornate che portano verso l’inverno influenzano infatti la produzione di ormoni, in particolare gli androgeni, legati in maniera diretta alla caduta dei capelli.
Nei mesi estivi poi è maggiore la quantità di capelli in fase di crescita (la cosiddetta fase anagen) e questo ha come diretta conseguenza che maggiore è il numero dei capelli che all’arrivo dell’autunno raggiungono la fase terminale e finiscono fisiologicamente per cadere. Mai dimenticare poi il ruolo, negativo, del sole che scatena la produzione di radicali liberi, molecole tossiche capaci di danneggiare e invecchiare precocemente il bulbo favorendo così la caduta dei capelli.
Non è il caso comunque di allarmarsi visto che si è di fronte a una caduta temporanea che in genere si risolve spontaneamente. Ma se il problema sembra più importante del solito e se la caduta tende a protrarsi per più di un paio di settimane meglio darsi da fare per evitare di arrivare a un diradamento significativo e visibile della chioma. In aiuto arrivano formulazioni mirate capaci di restituire al cuoio capelluto l’equilibrio necessario perché la chioma recuperi forza e pienezza.
Lozioni, fiale e sieri impiegano complessi vitaminici, in particolare vitamine B5, E e PP, oligoelementi, sali minerali e aminoacidi come cistina, biotina e metionina capaci di fornire nuova energia al bulbo per favorire la crescita di capelli sani e più forti. Sostanze come l’aminexil ancorano il bulbo al cuoio capelluto, l’adenosina e il guaranà danno nuova energia, derivati proteici rinforzano la cheratina della fibra capillare, zuccheri come il ramnosio migliorano la qualità del cuoio capelluto, estratti vegetali di achillea, lupino bianco, salvia, kigelia africana, ginkgo biloba, arnica, elicriso, vite rossa, ortica, ippocastano e capelvenere agiscono in direzioni diverse per proteggere, stimolare la microcircolazione, dare ossigeno, nutrimento e vitalità.
Per darer risultato i trattamenti rinforzanti vanno usati rispettando tempi e moadlità di utilizzo riportate sulle confezioni; se alcuni prodotti infatti agiscono in trenta giorni al ritmo di un’applicazione giornaliera, altri richiedono almeno due mesi per dare risultati, con una frequenza di utilizzo di due, tre volte la settimana.
Per tutti serve la regolarità: per dare frutto i prodotti vanno usati con la frequenza consigliata, applicandoli sempre sul cuoio capelluto pulito, meglio se accompagnando l’applicazione con un delicato massaggio che ne favorisce la penetrazione e in più, stimolando l’afflusso di sangue, migliora la nutrizione del bulbo. Come procedere? Si appoggiano entrambe le mani con le dita aperte a rastrello sul cuoio capelluto all’altezza della nuca e si eseguono piccole pressioni rotatorie in modo da far »scorrere» la pelle sulla testa. Poi si risale via via verso la fronte proseguendo con il massaggio per almeno un minuto.
Aggiungere al tutto un integratore rende ancora più efficace la strategia: l’azione interna si unisce infatti a quella esterna con risultati più rapidi e visibili.



