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Sei del team scrub oppure peeling?

Routine di skincare

Sanihelp.it – «L’esfoliazione è un gesto di cui una buona routine di skincare non può fare a meno», spiega Mara Alvaro, cosmetologa e formulatrice, autrice del libro »La cosmesi è una cosa seria», editore StreetLib, 16,99 €. «La pelle si rinnova completamente ogni 28 giorni ma questo processo può subire qualche arresto per via dell’età, delle abitudini, delle scarse attenzioni cosmetiche: l’esfoliazione aiuta la pelle a rinnovarsi in modo omogeneo e lo fa portando via lo strato superficiale di cellule morte e impurità che ostruiscono i pori, accelerano l’ossidazione e ingrigiscono».


Così si innesca una reazione a catena che dalla superficie scende in profondità dando una scossa ai processi vitali della cute, aiutandola così a ripararsi e rigenerarsi.  Il primo risultato di un’esfoliazione costante? Una pelle levigata, compatta e luminosa. «Senza dimenticare che liberando i pori si consente una miglior penetrazione e un maggior assorbimento dei prodotti di trattamento per il viso e il corpo potenziandone così l’efficacia» conclude Alvaro.

Le formule cosmetiche che si usano per rinnovare la pelle sono gli scrub e i peeling che agiscono con meccanismi di azione diversi. Con il termine inglese di scrub, che significa »strofinio», si indica un prodotto che elimina le cellule morte per via meccanica, grazie all’azione abrasiva di sostanze granulose presenti nella formula. Dal gennaio 2020 la legge ha abolito l’impego a livello cosmetico delle micro-beads», frammenti di sostanze plastiche che per via delle loro piccole dimensioni (meno di 5 mm) non vengono trattenuti dalla maggior parte dei sistemi di depurazione e finiscono direttamente nelle acque con conseguenze nefaste per l’ambiente.

Granelli di zucchero di canna o di sale marino, polveri di pomice e di quarzo, frammenti di noccioli di frutti, semi di uva, mandorle, noci e scorze di agrumi presenti negli scrub portano via le cellule morte superficiali, purificano, levigano e ricompattano. Negli esfolianti per il viso i granuli sono molto piccoli per rispettare la delicatezza della zona, mentre possono essere di dimensioni maggiori in quelli per il corpo: entrambe le formulazioni sono in genere arricchite con oli vegetali che rendono l’esfoliazione più dolce e contribuiscono a dare levigata morbidezza alla cute.

I peeling invece, termine che viene dal verbo inglese sbucciare, assicurano un’esfoliazione più profonda rispetto a quella meccanica dello scrub. Agiscono infatti per via chimica attraverso sostanze definite cheratolitiche perché in grado di rompere le catene proteiche della cheratina di cui è fatto lo strato corneo superficiale in modo che le cellule morte vengano eliminate, senza che quelle sottostanti subiscano danni. I peeling di uso domestico utilizzano in genere per questo scopo gli idrossiacidi, una grande famiglia che comprende tre classi di acidi, simili ma al tempo stesso diversi per struttura chimica e quindi per gli effetti che producono sulla pelle.

Identificati con la sigla AHA, gli alfa-idrossiacidi sono conosciuti anche come acidi della frutta perché derivano dalla canna da zucchero, dalle mandorle, dalle mele, dall’uva e dagli agrumi: hanno tutti un’azione esfoliante, ma vantano anche un buon effetto idratante che contribuisce a dare compattezza e luce alla pelle. Il più noto dei BHA, sigla con cui si identifica i beta-idrossiacidi, è il salicilico, sostanza presente in molti frutti, albicocche, pesche, uva, ananas e fragole, in verdure come gli spinaci e il radicchio e in piante come la spirea ulmaria e il salice bianco da cui prende il nome.

Non solo esfoliano e rinnovano, ma anche un effetto schiarente e perfezionante che li rende efficaci nel contrastare le discromie, le macchie e le imperfezioni delle pelli miste, grasse e a tendenza acneica. I poli-idrossiacidi hanno molecole più grandi di quelle degli alfa e beta-idrossiacidi: penetrano nella pelle più lentamente arrivando a una minor profondità e risultano quindi molto delicati nell’azione esfoliante.

Ma come regolarsi con questi prodotti?  «Un’esfoliazione regolare stimola il turnover cellulare, ravviva il colorito, migliora la grana della pelle e prepara al meglio ai trattamenti successivi, ma non si deve mai eccedere per evitare che la cute si indebolisca» commenta Alvaro. Un uso settimanale dello scrub può essere sufficiente anche se la frequenza di impiego andrebbe sempre modulata sulle necessità delle cute. Il prodotto si strofina sulla pelle già detersa e ancora umida con un massaggio leggero e non eccessivamente prolungato, procedendo poi a un risciacquo accurato con acqua tiepida per eliminare ogni residuo.

Nel caso dell’esfoliazione chimica ogni prodotto, una crema, una lozione o una maschera, ha una precisa modalità di utilizzo che va verificata leggendo con attenzione le indicazioni d’uso. In linea generale si possono usare questi prodotti due volte la settimana per un periodo di un paio di mesi, applicandoli la sera e usando poi una protezione solare durante il giorno per scongiurare ogni possibile rischio di irritazioni e macchie scure.

 

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