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Remise en forme, i sì e i no

Beauty estate

Sanihelp.it – La paura più frequente prima di partire per le vacanze? Per una persona su quattro è non aver raggiunto la forma fisica desiderata. E’ quanto emerge da un'indagine condotta da Babbel, ecosistema leader nell’apprendimento delle lingue, e commissionata all’istituto di ricerca OnePoll.


Eppure si può fare ancora parecchio per vedersi e sentirsi meglio. Levigare la pelle, ad esempio, facendola di velluto con l’aiuto di uno scrub massaggiato su tutto il corpo, dalla testa ai piedi, a cui far seguire l’applicazione generosa di un olio secco per il corpo. E’ perfetto in estate perché nutre a fondo e ammorbidisce la pelle, in leggerezza senza appesantire e senza lasciare tracce. Lo si può anche applicare sulla pelle ancora umida dopo la doccia: in un attimo penetra e sparisce lasciando la pelle elastica e compatta.

Non c’è più tempo per contrastare cuscinetti e cellulite? Fermo restando che non si possano fare miracoli, si può comunque pensare di usare una formulazione urto ad alta concentrazione di attivi liporiducenti come la caffeina. Applicata due volte al giorno, meglio se dopo aver passato sulla parte bassa del corpo un getto di acqua fredda cha attiva la circolazione, assicura buoni risultati anche solo in una settimana.

Ma non si tratta solo di pensare a cosa si può fare. Meglio fare un elenco anche di quello che è meglio evitare. Come l’esagerare con dolci e cibi grassi sia prima che durante la vacanza e passare la giornata senza muoversi. Certo fa caldo ma una camminata magari nelle ore più fresche è sempre un toccasana per attivare la circolazione.

E poi occorre fare attenzione anche agli altri, evitando espressioni che riguardano la forma fisica e che possono fare male. Le elenca Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato

"Mangi anche il dolce?": una domanda simile viene percepita con tono accusatorio, anche se posta in modo scherzoso, poiché sottintende che si dovrebbe evitare di cedere ad ulteriori »tentazioni» dopo un pasto già sostanzioso e mette in dubbio la »forza di volontà» della persona interessata.     

"Hai ancora l’età per il bikini?»: a volte si tende a pensare che, superata una certa età, si dovrebbe evitare di indossare determinati tipi di costumi da bagno. In realtà, la cosa più importante è rispettare la libertà di espressione e permettere alle persone di sentirsi a proprio agio, al di là di quello che indossano.


"Quel costume non se lo può proprio permettere»: molto simile al pregiudizio legato all’età, è l’idea che presuppone che solo persone con un determinato fisico possano indossare un certo tipo di costume da bagno. Anche in questo caso, questo bias determina una limitazione della possibilità di espressione delle persone e un senso di inadeguatezza per l’incapacità di omologarsi al canone di fisico imposto.

"Ma mangi?»: insinuazioni di questo tipo rivolte a chi ha un fisico esile possono essere percepite come "colpevolizzazioni" delle abitudini e dei comportamenti personali. Lo »skinny shaming» è infatti un’altra sfumatura pericolosa del body shaming.

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