Sanihelp.it – Tattoo, quanto mi piaci! Cresce in continuo il numero di persone che decidere di incidere una parola, una frase, un disegna nero o colorato sulla pelle. Ma sarebbe meglio non farlo proprio ora, nel pieno dell’estate.
Come conferma, infatti, il professor Leonardo Celleno, dermatologo e presidente Aideco, Associazione italiana dermatologia e cosmetologia, i raggi Uv tendono a ossidare progressivamente i pigmenti e li schiariscono, alterando il disegno sulla pelle. La scelta più saggia sarebbe quindi quella di non tatuarsi nella bella stagione, attendendo con pazienza temperature più miti.
Questo perché l’esposizione solare è nemica della pelle appena tatuata: occorrono infatti dalle due alle tre settimane per consentire a un tatuaggio di cicatrizzarsi del tutto e durante questo lasso di tempo sarebbe bene evitare di esporsi al sole, per non danneggiare né i colori del nuovo disegno né la cute. Impresa ardua, soprattutto per chi va in vacanza al mare.
«L’inserimento dei pigmenti nella pelle nel momento in cui si disegna il tatuaggio» commenta Celleno «provoca tante piccole ferite dove gli agenti estranei come i batteri possono entrare e questi, una volta insediatisi in un ambiente privo di ossigeno come sono i tessuti del derma, possono causare infezioni e infiammazioni». Pericolose per la salute ma anche per il tatuaggio stesso che ne può risultare compromesso. Non a caso l’igiene della pelle è la prima cosa di cui curarsi dopo questa pratica: servono però detergenti molto delicati, debolmente acidi, e disinfettanti appropriati con cui trattare l’area del tatuaggio.
Il tattoo è fatto da poco? Anche in questo caso meglio evitare l’esposizione al sole perché la radiazione solare può infiammare l’area tatuata e di conseguenza, interagendo con i pigmenti, determinare più facilmente reazioni di fototossicità o di fotoallergia, causando poi l’insorgenza di macchie scure difficilmente trattabili. No anche alle lampade: anche se la radiazione Uv che emanano è solo una parte di quella solare, è comunque dotata di molta energia e può produrre dei danni simili a quelli del sole.
Se invece il tatuaggio è ormai datato si può anche esporre al sole, tenendo conto però che la pelle, tatuata o meno, va comunque sempre protetta dal sole. Non va dimenticato poi che il sole ha comunque un’azione sbiadente sui pigmenti, in particolare quelli colorati, e che schermare i raggi è quindi una tutela non solo per la cute ma anche per la nitidezza del disegno. Ci sono protezioni apposite per i tatuaggi ma funzionano anche le creme e gli stick solari con SPF 50+, da rimettere ogni due ore e sempre dopo il bagno o la doccia, anche se il solare scelto è resistente all’acqua.



