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Macchie, facciamo chiarezza

Cura viso

Sanihelp.it – Sul viso ma anche sul collo, sul décolleté e sulle mani. Le macchie scure sono un inestetismo che colpisce molte donne togliendo non solo uniformità all’incarnato ma anche freschezza al volto. Da cosa dipendono e come trattarle? Sono tante le idee sbagliate che si possono avere in merito. Fare chiarezza è importante, in tutti i sensi…


La colpa è solo dei raggi Uv

Falso   Se Nicole Kidman per preservare il candore della sua pelle da australiana doc dichiara di non uscire mai senza la protezione 50, c’è da pensare che i raggi giochino un ruolo di primo piano nella genesi delle discromie. Ma condannarli come unici imputati non dà la giusta prospettiva di un problema che affonda le radici in una predisposizione genetica e ha come concause le variazioni ormonali, il passare del tempo, i comportamenti scorretti sotto il sole.

Compaiono in là con gli anni

Falso  Anche in questo caso i distinguo si impongono di rigore. Perché se ci sono macchie scure che compaiono dopo i 50 anni sulle zone più esposte, viso, décolleté e mani (le cosiddette lentigo solari), ce ne sono altre, più estese e localizzate su fronte, zigomi e labbro superiore (in questo caso si parla di melasma), che fanno la loro comparsa anche in giovane età. Gli anni comunque contano. Con l’età la pelle diventa più suscettibile agli effetti delle radiazioni solari: l’attività delle cellule basali e dei melanofagi, le cellule deputate ad eliminare il pigmento, rallenta e questo favorisce l’accumulo della melanina e la perdita di uniformità del colorito.

La pillola è un pericolo

Vero   Le macchie scure hanno un filo diretto con gli ormoni, in particolare con gli estrogeni. Che guarda caso sono presenti nella pillola e »girano» in gran quantità nell’organismo durante l’attesa, uno dei momenti critici per la formazione delle discromie.


Anche i cosmetici sono sotto accusa

Vero  Non tutti ma quelli che contengono profumi alcolici oppure estratti di agrumi, sostanze fotosensibilizzanti responsabili di una reazione esagerata della pelle al sole che spinge a una produzione extra di melanina. La stessa cosa che per altro succede assumendo farmaci antibiotici, anti-infiammatori e anti-depressivi. Attenzione in questi casi a potenziare al massimo la protezione oppure meglio ancora a stare all’ombra.

I trattamenti schiarenti hanno scarsa efficacia

Falso  Soprattutto se la macchia è ancora in superficie si può avere un buon effetto uniformante con sostanze come la vitamina C naturalmente schiarente, gli alfa e i beta idrossiacidi – acido glicolico e salicilico in testa- capaci di  stimolare il turno-over cellulare, alcuni acidi naturali, fitico, azelaico e mandelico e  particolari estratti vegetali illuminanti ricavati dalla liquirizia, dai funghi del riso, dall’uva ursina, dal lupino e dal verbasco. Più passa il tempo, più il pigmento scende negli strati profondi e più diventano necessari interventi strong: un consulto dal dermatologo può essere efficace per individuare caso per caso la strategia da adottare.

L’arma migliore è la prevenzione

Vero  I filtri solari sono un potente scudo antimacchia perché evitano un’overdose di raggi. Il che significa usare sempre il solare quando ci si espone in maniera diretta, sulla spiaggia ma anche sulle piste da sci e scegliere formule per il giorno con un SPF non inferiore a 20. Attenzione poi a tutte le situazioni in cui la pelle è più vulnerabile come, ad esempio, dopo una ceretta: la protezione solare va potenziata proprio per evitare macchie.

Basta un solo trattamento

Falso  La cosmetica offre una gamma completa di soluzioni per affrontare il problema delle macchie. Accanto a creme e sieri, da usare a cicli di un mese, due da ripetere anche più volte l’anno in base alle necessità, ci sono schiarenti super-concentrati da applicare direttamente sulle chiazze. Completano la routine anti-macchia detergenti, scrub e maschere di uso periodico.

L’inquinamento le peggiora

Vero I numeri parlano chiaro. Se fino a qualche anno fa le macchie interessavano una donna su tre sopra i 50 anni, oggi sempre più spesso si vedono ragazze tra i 20 e i 30 con la pelle segnata. Se, come confermano i dati, le discromie aumentano del 20% in chi vive nelle grandi città, il dito va puntato contro lo smog che provoca una condizione di infiammazione cronica in grado di indebolire la pelle, rallentare i naturali meccanismi di rinnovamento superficiale e favorire l’affiorare delle macchie.

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