Sanihelp.it -L’abbronzatura è sinonimo di bellezza e di benessere e vacanza. Tuttavia, dopo i 50 anni, il rapporto con il sole deve cambiare profondamente. «La menopausa porta con sé una serie di trasformazioni fisiologiche che coinvolgono anche la pelle, rendendola più vulnerabile agli effetti dannosi dei raggi UV» commenta la dottoressa Laura Mazzotta – Medico Chirurgo, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Nutrizionista e Medico Estetico, Direttore Sanitario AESTHEMEDICA a Ferrara e Milano. «Se da un lato il sole rappresenta una fonte naturale di vitamina D e di buonumore, dall’altro può accentuare i segni dell’invecchiamento cutaneo, favorire l’insorgenza di macchie, cheratosi e in alcuni casi patologie ben più serie come i tumori cutanei». Per questo è importante conoscere e seguire alcune regole d’oro che permettano di godere del sole in sicurezza, anche in menopausa, senza rinunciare all’aspetto estetico e al piacere di una pelle dorata.
Come cambia la pelle in menopausa?
Lo spiega l’esperta. «Durante la menopausa, la pelle attraversa un processo di trasformazione profonda, spesso sottovalutato. La causa principale è la drastica riduzione degli ormoni estrogeni, che influiscono direttamente sulla struttura, sull’idratazione e sull’elasticità della pelle. Questi cambiamenti si riflettono visibilmente nel volto, nel collo, nel décolleté e anche nelle zone più esposte al sole come le mani e le braccia».
La pelle tende a diventare più sottile, fragile e secca. La produzione di collagene e di elastina – due proteine fondamentali per la tonicità e la compattezza della cute – diminuisce sensibilmente. Di conseguenza, la pelle perde elasticità, si rilassa più facilmente e tende a formare rughe più marcate. Anche il microcircolo cutaneo rallenta, determinando una minore ossigenazione dei tessuti, un colorito più spento e una maggiore difficoltà nei processi di riparazione e cicatrizzazione.
Un altro aspetto rilevante riguarda il film idrolipidico, quella barriera protettiva naturale che mantiene l’idratazione e difende la pelle dagli agenti esterni. In menopausa, questa barriera si impoverisce, rendendo la cute più soggetta a secchezza, irritazioni e sensibilità. È anche più comune la comparsa di macchie scure (discromie), causate da un’alterazione della produzione di melanina, soprattutto in seguito all’esposizione solare.
Inoltre, la pelle in menopausa può diventare più reattiva ai cambiamenti di temperatura, al vento e persino ai cosmetici abituali, segnalando la necessità di rivedere la propria beauty routine. La sensazione di “pelle che tira”, la perdita di luminosità e la comparsa di micro-rughe diventano più evidenti se non si adottano interventi specifici, anche preventivi.
«È importante comprendere che, in questa fase della vita, la pelle ha bisogni nuovi: richiede una protezione maggiore, cure specifiche e una costante attenzione» prosegue la dottoressa Mazzotta. «In menopausa, la bellezza non è più una questione solo estetica, ma anche di salute cutanea. Una corretta skincare quotidiana, la fotoprotezione costante e una maggiore consapevolezza nei confronti del sole possono fare la differenza nel mantenere una pelle sana, vitale e luminosa nel tempo.»
Il sole accelera l’invecchiamento cutaneo: come proteggersi?
L’invecchiamento cutaneo è un processo naturale, ma l’esposizione al sole lo accelera in modo significativo, soprattutto dopo i 50 anni. Questo fenomeno prende il nome di fotoaging ed è causato principalmente dai raggi ultravioletti (UVA e UVB), che penetrano nella pelle danneggiando le strutture profonde e alterando l’equilibrio delle cellule. In menopausa, quando la pelle è già più sottile, fragile e povera di collagene a causa del calo estrogenico, i danni da sole diventano più rapidi e più visibili.
I raggi UVA, presenti anche nei giorni nuvolosi e nelle ore meno calde, penetrano in profondità nel derma, provocando la formazione di rughe, rilassamento cutaneo e perdita di tonicità. I raggi UVB, invece, agiscono più in superficie, causando scottature, eritemi e alterazioni della pigmentazione. Entrambi, se non adeguatamente schermati, concorrono a un invecchiamento precoce e irreversibile della pelle.
Come proteggersi in modo efficace? Il primo passo è l’uso quotidiano di una protezione solare ad ampio spettro, anche quando non si è in spiaggia. Dopo i 50 anni, è consigliabile scegliere filtri con SPF 50+ e texture idratanti, che offrano protezione e al tempo stesso nutrano la pelle. La crema va applicata ogni mattina, anche in città, e riapplicata ogni due ore in caso di esposizione diretta.
Un altro accorgimento fondamentale è evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, tra le 11 e le 16, quando l’intensità dei raggi è massima. È importante indossare occhiali da sole, cappelli a tesa larga e abiti leggeri ma coprenti, soprattutto nei primi giorni di esposizione. Inoltre, è utile scegliere cosmetici con antiossidanti (come la vitamina C ed E) per contrastare i radicali liberi generati dal sole.
Infine, evitare lampade abbronzanti e trattamenti aggressivi in estate: la pelle matura non tollera più certi stress e può reagire con infiammazioni, eruzioni o comparsa di macchie. Proteggersi non significa rinunciare all’abbronzatura, ma conquistarla lentamente, in modo consapevole e sicuro.
Ormoni e invecchiamento. Come cambia la relazione dopo i 50 anni?
Il legame tra ormoni e pelle è profondo e imprescindibile, e diventa particolarmente evidente con l’arrivo della menopausa. Dopo i 50 anni, il corpo femminile sperimenta un drastico calo nella produzione di estrogeni e progesterone, due ormoni fondamentali non solo per la fertilità, ma anche per la salute cutanea. Questo cambiamento ormonale agisce come un vero e proprio acceleratore dell’invecchiamento, modificando in modo visibile e sensibile l’aspetto e la qualità della pelle.
Gli estrogeni, in particolare, hanno un’azione protettiva sulla cute: stimolano la produzione di collagene ed elastina, migliorano l’idratazione e mantengono il tono e la compattezza della pelle. Quando i loro livelli crollano, la pelle diventa più secca, più sottile e meno elastica. Si riduce anche la capacità di trattenere acqua nei tessuti, con conseguente disidratazione e formazione di rughe. Il turn-over cellulare rallenta, i tempi di rigenerazione si allungano, e le piccole imperfezioni tendono a diventare più evidenti e persistenti.
Ma gli effetti non sono solo estetici. La diminuzione ormonale influisce anche sulla funzione immunitaria della pelle, rendendola più vulnerabile ai danni da esposizione solare, all’inquinamento e agli stress ambientali. In questo contesto, la pelle “matura” diventa anche più soggetta a patologie cutanee croniche, infiammazioni e alterazioni della pigmentazione.
Dopo i 50 anni, quindi, il rapporto con il proprio corpo cambia, e con esso anche il modo di concepire la cura della pelle. È importante prendere consapevolezza che non si tratta di un semplice “invecchiamento”, ma di una vera e propria trasformazione fisiologica ormono-dipendente. Per questo motivo, trattamenti e strategie che funzionavano prima dei 50 anni possono non essere più efficaci o addirittura inadeguati.
Affidarsi a un medico estetico esperto può aiutare a scegliere le soluzioni più idonee, tra skincare mirata, terapie ormonali sostitutive (dove indicate) e trattamenti rigeneranti. La parola chiave in questa fase è personalizzazione: ogni donna ha la sua storia ormonale e la sua pelle, e merita un approccio su misura per affrontare questa nuova fase con serenità, bellezza e sicurezza.



