Sanihelp.it -Lavanda, rosa mosqueta, bergamotto, limone: gli oli essenziali sono ormai protagonisti di moltissimi prodotti e rituali di bellezza. Si trovano nelle formulazioni cosmetiche, soprattutto come componenti di varie fragranze, ma anche nei trattamenti dedicati alla pelle e al corpo.
Il loro fascino è legato anche alla loro origine: sono infatti miscele di sostanze aromatiche liquide e volatili estratte da diverse parti di alcune piante, come la buccia degli agrumi, e vengono utilizzati fin dall’antichità per le loro profumazioni e per le proprietà tradizionalmente associate alle piante di origine.
Ma essere ‘naturale’ non significa necessariamente essere privo di rischi. “Quando parliamo di oli essenziali è importante superare l’equazione naturale uguale innocuo – spiega Benedetta Basso, cosmetologa AIDECO. Si tratta di sostanze caratterizzate da una composizione complessa e che possono avere effetti diversi a seconda del tipo di olio, della concentrazione e della modalità con cui vengono utilizzate. Per questo la loro presenza in un cosmetico deve essere valutata nell’ambito della formulazione complessiva e del suo specifico utilizzo”.
Ogni olio essenziale possiede infatti caratteristiche differenti. L’olio di lavanda, per esempio, è noto per le sue proprietà lenitive e rigeneranti, mentre l’olio di rosa mosqueta, ricco di acidi grassi essenziali, viene utilizzato nei cosmetici formulati per contrastare i segni dell’invecchiamento. La varietà delle sostanze e dei loro possibili impieghi rende quindi importante non generalizzare quando si parla di oli essenziali.
Tra gli aspetti a cui prestare maggiore attenzione c’è il potenziale di sensibilizzazione. Alcuni oli essenziali possono infatti provocare sensibilizzazione cutanea, irritazioni oculari o, in determinati casi, effetti sistemici. Alcuni possono inoltre essere fototossici, come gli oli essenziali di limone, bergamotto e arancia amara.
Un aspetto particolarmente importante riguarda poi gli allergeni. Molti oli essenziali contengono infatti sostanze che hanno mostrato più frequentemente, tra gli ingredienti presenti nei cosmetici, di poter essere causa dell’insorgenza di dermatiti allergiche. Questo non significa che gli oli essenziali debbano essere evitati a priori, ma che il loro utilizzo richiede una valutazione attenta e consapevole.
“Il rischio non dipende dal fatto che un ingrediente sia naturale o sintetico – sottolinea la cosmetologa. Nel caso degli oli essenziali bisogna considerare, tra gli altri elementi, la concentrazione, la zona del corpo sulla quale il prodotto viene applicato, la frequenza di utilizzo e la possibile esposizione al sole. Sono proprio queste variabili a rendere fondamentale una corretta valutazione della sicurezza”.
A confermare l’importanza di questo approccio è anche la seconda edizione della Guida sugli Oli Essenziali nei Prodotti Cosmetici, pubblicata nel novembre 2024 dall’European Directorate for the Quality of Medicines & HealthCare (EDQM). Il documento è stato elaborato per offrire agli operatori del settore indicazioni utili a incrementare la sicurezza dei cosmetici contenenti oli essenziali, affrontando aspetti come qualità, analisi dei rischi, soglie tossicologiche e valutazione della sicurezza.
Il messaggio, quindi, non è quello di guardare con diffidenza agli oli essenziali, ma di imparare a conoscerli. Il loro impiego può rappresentare un valore all’interno della cosmetica, grazie alle caratteristiche specifiche delle diverse sostanze, ma è importante che sia accompagnato da una corretta valutazione del prodotto e delle modalità d’uso.
“Gli oli essenziali possono essere preziosi alleati della cosmetica e del benessere, ma non vanno considerati sostanze completamente prive di controindicazioni solo perché derivano dalle piante – conclude l’esperta. La parola chiave è consapevolezza: conoscere le caratteristiche dell’ingrediente e utilizzare correttamente il prodotto permette di valorizzarne le potenzialità, senza sottovalutare gli aspetti legati alla sicurezza”.
Per maggiori informazioni: www.aideco.org



