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Il cibo che protegge il cuore femminile

Sanihelp.it – Come ogni anno il 29 settembre ricorre la Giornata Mondiale per il cuore: le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e disabilità e rappresentano una minaccia concreta per la tenuta del welfare dei Paesi del mondo. Sono tantissimi gli eventi di sensibilizzazione che si sono svolti anche nei giorni immediatamente precedenti la giornata.


Fra questi  Cuore di Donna: Nutrirsi bene per vivere meglio, organizzato dal Centro Cardiologico Monzino IRCCS.

«Il 24% delle donne italiane tra 35 e 74 anni presenta obesità, 30% nella stessa fascia d’età ha valori di colesterolo totale elevato o è già in trattamento farmacologico specifico, 37% registra livelli di pressione arteriosa elevata o assume una terapia antipertensiva. Considerando che sovrappeso, ipercolesterolemia e ipertensione sono fra i principali fattori di rischio cardiovascolare, questi dati preliminari del Progetto CUORE dell’Istituto Superiore Sanità (ISS), dimostrano che dobbiamo urgentemente promuovere una maggiore consapevolezza dei fattori di rischio e del ruolo che gli stili di vita possono svolgere nella prevenzione delle cardiopatie femminili. Ricordiamo che nel nostro Paese ogni 5 minuti una donna viene colpita da una malattia cardiovascolare per un totale di 124 mila casi all’anno, con una mortalità pari al 31%. La malattia coronarica, che è la condizione predisponente all’infarto, interessa 1 donna su 9 tra i 45 e i 64 anni e 1 su 3 dopo i 65 anni. E ricordiamo soprattutto che questi numeri possono essere drasticamente ridotti con la prevenzione » ha dichiarato a margine dell’evento Daniela Trabattoni cardiologa interventista, responsabile di Monzino Women (il centro dedicato al cuore della donna del Monzino), una delle maggiori esperte di cardiologia di genere. 

«Fra gli strumenti di prevenzione l’alimentazione corretta gioca un ruolo centrale perché ciò che mangiamo influenza molti dei principali fattori di rischio cardiovascolare: oltre ai già citati pressione, colesterolo e peso, anche glicemia, infiammazione e metabolismo. La sfida è creare una nuova cultura della tavola perché non esiste un cibo miracoloso, né uno vietato. Conta il modo in cui mangiamo nell’insieme e come costruiamo, giorno dopo giorno, un ‘alimentazione che fa bene al cuore» ha spiegato sempre la specialista.

Per farlo tutte le donne dovrebbero riferirsi al modello della Dieta mediterranea: non a caso l’ISS riporta nello studio CUORE che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a una riduzione del 9% della mortalità cardiovascolare.

«Dieta non significa restrizione, ma un modo di stare a tavola che risulti piacevole per durare nel tempo. Non serve cambiare tutto da un giorno all’altro, ma contano le piccole scelte quotidiane. Il cuore non ha bisogno della dieta perfetta, ma di tanti piccoli gesti buoni. Noi ne suggeriamo 5 alla portata di tutti» ha concluso la Trabattoni.

Ci sono  piccoli gesti che ogni donna può adottare per aiutare la salute del proprio cuore: Mettere Una verdura in più nel piatto; Mangiare più legumi e meno carne lavorata, scegliere quando possibile cereali integrali, usare più sale e meno aromi.


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