Genotipo HCV
Descrizione
Il genotipo HCV identifica la variante genetica del virus tra i 6 genotipi principali e numerosi sottotipi. Storicamente, il genotipo era fondamentale per scegliere il regime terapeutico e la durata del trattamento con interferone. Con l'avvento degli antivirali ad azione diretta (DAA) pangenotipici (sofosbuvir/velpatasvir, glecaprevir/pibrentasvir), la genotipizzazione è diventata meno critica per la scelta terapeutica, poiché questi farmaci sono efficaci contro tutti i genotipi. Tuttavia, in alcuni contesti (fallimenti terapeutici, regimi genotipo-specifici, studi epidemiologici), la genotipizzazione rimane utile.
Preparazione all'esame
Non è richiesto il digiuno. Richiede HCV RNA positivo (non eseguibile se viremia negativa).
Valori di riferimento
Viene identificato il genotipo (1-6) e il sottotipo (a, b, ecc.). In Italia i più comuni sono: genotipo 1 (1a, 1b), genotipo 2, genotipo 3.
Interpretazione dei risultati
Genotipo 1: più comune in Europa e Nord America, sottotipo 1b prevalente in Italia. Genotipo 2: buona risposta anche ai vecchi trattamenti. Genotipo 3: storicamente più difficile da trattare, associato a steatosi epatica e progressione più rapida. Genotipo 4: prevalente in Egitto e Medio Oriente. Genotipi 5-6: rari. Con i DAA pangenotipici, le differenze nella risposta tra genotipi sono minime.
▲ Valori alti
Non applicabile (test qualitativo identificativo).
▼ Valori bassi
Non applicabile.
Quando rivolgersi al medico
La genotipizzazione viene eseguita al momento della diagnosi di infezione cronica da HCV prima di iniziare la terapia. Con i regimi pangenotipici attuali, la scelta terapeutica è semplificata. Il genotipo può essere rilevante in caso di fallimento terapeutico (per guidare la terapia di salvataggio) o per regimi genotipo-specifici in contesti specifici.
Esami correlati
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