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Pilates, l’importanza dei livelli nell’allenamento

Pratica e consigli

Sanihelp.it – Il Pilates è un vero e proprio metodo, ma spesso chi lo pratica se lo dimentica.


Così come tutti gli altri metodi, anche per il Pilates è necessario pensare ai diversi livelli di allenamento.

Questo per una serie di ragioni che vedremo tra poco, e che vi faranno capire come sia fondamentale evitare di bruciare le tappe.

I livelli per creare una base

Il Pilates stimola muscoli profondi, come quelli dell'addome e della schiena. Tuttavia, spesso questi muscoli sono inizialmente molto deboli, ed è per questo che si creano problemi posturali e articolari.

I primi mesi dovranno essere dedicati solamente a creare questa base, così da poter passare agli allenamenti più impegnativi in un secondo momento.

I livelli per progredire

Ad un certo punto si arriverà ad un plateau e il vostro corpo si sarà abituato ad alcuni esercizi. Qui dovrete cercare di progredire al livello successivo, soprattutto allo scopo di evitare che il corpo non sia più in grado di performare al meglio.

Organizzare i livelli

Come prima cosa, quindi, dedicate almeno un paio di mesi all'allenamento di base. Dovrete esplorare i movimenti più ampi ed importanti del Pilates.

Successivamente, potrete inserire parti più dinamiche e concentrarvi, di volta in volta, su gruppi muscolari differenti, dall'addome ai glutei fino alle braccia.

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