Sanihelp.it – L’allenamento cardio è sempre stato visto come uno dei migliori in assoluto in termini di costi e benefici, ma quanto cardio è necessario durante le diverse epoche della vita?
La necessità di effettuare questo tipo di allenamento sicuramente cambia a seconda delle età, e qui vedremo come raggiungere non solo il livello ottimale, ma anche per quanto tempo allenarsi.
Quanto cardio è necessario e perché è importante
Prima di capire quanto cardio è necessario alle diverse età bisognerà capire anche per quale motivo l’allenamento cardiovascolare sia utile.
Camminare, correre, nuotare sono tutte attività che aiutano il corpo a prevenire alcuni problemi, dalle malattie cardiovascolari, al diabete, aumentando la sensibilità all’insulina.
Inoltre, ridurre il rischio di diversi tipi di cancro, da quello al colon, a quello al seno e all’endometrio dopo la menopausa.
Infine, aiuta anche il cervello, riducendo la possibilità di demenza e di problemi cognitivi e di rallentamento delle funzioni in generale.
Quanto cardio è necessario durante le diverse epoche della vita
Ora vediamo quanto cardio è necessario alle diverse età.
Durante il periodo che va dai 20 anni fino alla fine dei 30 si richiede il massimo anche al corpo, perché questo è capace di sopportarlo e di creare una buona base per il futuro.
Ai classici 150-300 minuti di attività fisica alla settimana bisognerà aggiungere, oppure accorpare, da una a due sessioni di cardio vigoroso, che faccia arrivare il battito fino alla soglia della propria resistenza massima (Che bisognerà sempre calcolare di volta in volta).
Dai 40 anni ai 50 si dovrà mantenere l’attività fisica, ma si dovrà cambiare tipo di cardio, optando per attività che non sovraccarichino troppo le articolazioni.
Dai 60 ai 70 anni si potrà scendere ai 150 minuti settimanali di attività fisica, scegliendo attività cardiovascolari in grado di mantenere attivi ma senza sovraccaricare il corpo.
Infine, dopo gli 80 anni l’obiettivo è sicuramente quello di mantenersi attivi al massimo, cercando di dare priorità al mantenimento più che al massimo allenamento.



