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Bonding e imprinting ai tempi del Covid

Legami familiari

Sanihelp.it – Il tempo trascorso da inizio pandemia è ormai tanto. Dalle ricerche condotte nelle strutture deputate alla nascita risultano ancora in vigore regole che, messe a punto per impedire la diffusione del contagio, ostacolano di fatto la relazione madre-bambino, il benessere psico-fisico delle famiglie e anche l’allattamento. In particolare, la situazione che stiamo vivendo penalizza soprattutto la figura paterna: persiste una limitazione e a volte una sospensione della presenza del partner durante la fase del travaglio e del puerperio, il divieto o limitazione per il partner di accedere a far visita alla coppia madre-neonato nell’area di ostetricia e anche il mancato rooming-in per le coppie madre-figlio in buona salute.  


«Esiste un Decreto ministeriale che raccomanda la presenza sia in sala parto del padre e anche durante il percorso del nascituro, anche se spesso, il tutto è demandato alle aziende sanitarie per evitare la diffusione della pandemia» sottolinea Maurizio Gnazzi, Dirigente Ostetrico Mater Dei Hospital di Bari e consulente Mustela.  «Ho appena tenuto dei seminari proprio per Mustela durante i quali ho spiegato l’importanza del bonding e dell’imprinting» continua l’esperto.

«Il primo è il processo nel quale si stabilisce un legame emotivo ed affettivo profondo tra i genitori e il loro bambino, a partire dalla nascita e del primo contatto di pelle tra genitori e cucciolo» spiega Gnazzi. «Attraverso la pelle avviene uno scambio di ossitocina, l’ormone dell’amore. La pelle, dotata di ricettori, trasmette al cervello il benessere. L’Imprinting, invece, inizia da quando la donna si sente accudita dal proprio partner, nel momento del travaglio, del dolore e a volte, anche dello sconforto» continua l’esperto.

In molte strutture il Covid ha compromesso questo equilibrio. Occorre incentivare la presenza del partner in sala parto. «Certo, il tutto deve avvenire nel rispetto delle regole per evitare la diffusione della pandemia. Con le giuste protezioni e le opportune cautele, occorre sdoganare il concetto secondo il quale tutto ciò che si costruisce prima, lo avrai dopo» spiega Gnazzi. «E’ prioritario che entrambi i genitori, se in salute, stiano col proprio figlio, al fine di attivare i processi di attaccamento e per l’avvio dell’allattamento» continua l’esperto.

Per favorire la conoscenza della triade, occorre quindi tornare a promuovere l’ingresso dei padri in sala parto per recuperare, anzitutto, la presenza del padre/partner/caregiver e, più in generale, le pratiche post-partum volte a facilitare la relazione madre-bambino.

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