HomeMamma e bambinoPiedi e anche, controllarli sin dalla culla

Piedi e anche, controllarli sin dalla culla

Salute del bebè

Sanihelp.it – Se la scoliosi resta ad oggi uno dei problemi più diffusi quando si parla di dismorfismi dell’apparato locomotore e scheletrico, con circa il 3% della popolazione che ne è colpita, non vanno dimenticate altre due problematiche che necessitano di un intervento tempestivo, subito dopo la nascita.

La prima riguarda gli arti inferiori, in particolare i piedi. Piede varo, valgo, equino, piatto, torto: diverse sono le problematiche del piede che si possono riscontrare nei bambini. Tra queste il piede piatto, ad esempio, è un’alterazione fisiologica che riguarda infatti circa il 90% dei bambini al di sotto dei due anni di età e che si riduce al 4% di incidenza con la crescita e la deambulazione entro gli 8-10 anni. Il piede torto è invece una deformità congenita che colpisce 1 bambino ogni 1000. Prevede un trattamento impegnativo e complesso e che il bambino sia seguito durante tutto l’arco della crescita.

«Fortunatamente oggi le metodologie che vengono adottate sono mininvasive e danno esiti estremamente positivi nel decorso del trattamento» spiega il dottor Manuele Lampasi, chirurgo ortopedico specialista nella diagnosi e nel trattamento del piede torto, specialista dell’équipe del Centro di Ortopedia e Fisiatria Pediatrica di Primus Forlì Medical Center. «È d’obbligo quindi una rassicurazione per i genitori: oggi sappiamo come trattare correttamente il piede torto in età neonatale e i risultati sono ottimali».

Presso l’ambulatorio del Primus Forlì Medical Center vengono effettuate le valutazioni, tramite visite specialistiche e i follow-up per pazienti di qualsiasi età. I piccoli appena nati vengono sottoposti ad una valutazione con lo specialista, per definire l’iter terapeutico ottimale per il singolo caso. Dai 3 anni in su, se dovesse rendersi necessario il trattamento chirurgico, l’équipe opera a San Pier Damiano Hospital di Faenza, altra struttura di GVM Care & Research.

«La chiave è intervenire nell’arco del primo mese dalla nascita, senza urgenza» continua l’ortopedico. «La diagnosi differenziale è inoltre importantissima: nei casi dubbi è bene che i medici indirizzino i neo genitori verso centri con maggiore esperienza nel trattamento del piede torto, come il nostro, per individuarne la tipologia e l’iter terapeutico più idoneo».

La displasia evolutiva dell’anca è tra le patologie congenite più frequenti in campo pediatrico.

«Le recenti linee guida propongono di eseguire un’ecografia dell’anca a tutti i bambini tra la 4^ e la 6^ settimana di vita anche in assenza di fattori di rischio» spiega la dottoressa Giada Salvatori, chirurga ortopedica specialista nella diagnosi e trattamento della displasia dell’anca, sempre dell’équipe del Centro di Ortopedia e Fisiatria Pediatrica di Primus Forlì Medical Center. «Questo perché prima interveniamo e prima saremo in grado di adottare un approccio meno aggressivo e concludere il trattamento con successo in tempi ridotti durante la crescita del bambino».

La visita prevede una valutazione clinica e un’ecografia, l’unico strumento diagnostico in grado di individuare eventuali displasie, ovvero se la testa del femore è collocata dentro la coppa acetabolare ma il tetto che dovrebbe ricoprirla non l’avvolge in maniera sufficiente.

«In base al quadro delineato dalla visita clinica e dall’ecografia si procede poi in diverse modalità terapeutiche: i quadri di immaturità fisiologica richiedono soltanto un monitoraggio a distanza; l’immaturità patologica richiede l’utilizzo di divaricatori statici per far sì che l’anca maturi adeguatamente» continua l’esperta.  «Quando poi l’anca è lussata dobbiamo ricorrere inizialmente a divaricatori dinamici e, nei casi che non ne traggono beneficio, esiste la possibilità di ricorrere a interventi con confezionamento di apparecchi gessati». Tutte metodiche correttive che possono essere adottate al Primus Forlì Medical Center.

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