Sanihelp.it – L'adolescenza rappresenta per le ragazze un momento di estrema delicatezza, durante il quale lo sperimentare cambiamenti significativi nel proprio corpo e il confronto con gli altri, proprio nello sport, possono portarle a sentirsi esposte e vulnerabili al giudizio altrui, tanto da abbandonare.
3 ragazze su 4 pensano che lo sport sia un modo per costruire la propria autostima, tuttavia 1 ragazza su 2 tra i 13 e i 17 anni abbandona l’attività sportiva. Di queste, 2 su 3 lo fanno per mancanza di fiducia nel proprio corpo, evidenziando incertezze profonde legate ad una scarsa sicurezza in sè. Questi i dati più significativi che emergono da una ricerca[1] condotta da Dove, brand di Unilever, volta ad indagare il rapporto tra adolescenti e attività sportiva
Quando abbandonano lo sport, le ragazze perdono fiducia nel loro corpo sentendosi meno coordinate nei movimenti (-20%), meno agili e flessibili (-12,7%), meno veloci e scattanti (-14,1%), meno forti e potenti (-19,3%).
Colpisce molto il fatto che spesso siano proprio i compagni, amici o i coetanei i principali »giudici» (45%) e molto spesso dello stesso genere, nel 22% dei casi le critiche arrivano da parte di ragazze vs il 15% dai ragazzi, a sottolineare la mancanza di sorellanza e la difficoltà nel creare ambienti di solidarietà femminile in campo e negli spogliatoi.
A minare ulteriormente l’autostima sono anche il peso delle aspettative in termini di risultati sportivi e le critiche dall’esterno. Per il 58% (6 su 10) la richiesta di risultati sportivi penalizza il piacere stesso di praticare sport, rendendolo meno spensierato e divertente. Allo stesso modo, la richiesta di essere in forma e attraenti, omologandosi agli standard di alcune famose atlete in fatto di bellezza e aspetto fisico, mette a disagio il 47% delle ragazze.
Ad acuire quest’ultimo aspetto può influire anche lo stesso abbigliamento sportivo fonte di disagio per più di 1 ragazza sportiva su 2. Poco inclusivo sia in termini di tradizioni culturali o religiose, sia in termini di taglie, ma ancora spesso sottovalutato, nasconde dietro di sé un problema riconosciuto indistintamente da ragazze e ragazzi.
In alcuni sport, le divise femminili sono scomode, restrittive ed espongono eccessivamente il corpo, creando imbarazzo e distogliendo l'attenzione dalle prestazioni sportive. La disparità tra divise maschili e femminili, con queste ultime spesso più aderenti o succinte, alimenta la sessualizzazione delle atlete (45.1%).
In questo contesto così delicato, le figure di riferimento a cui le ragazze si rivolgono per confronto, dialogo e ispirazione hanno un ruolo fondamentale nel delineare il loro rapporto con lo sport.
Al pari dei famigliari – che per tutte indistintamente rappresentano personaggi cardine – emerge in modo chiaro anche la figura centrale di allenatori e insegnanti che nel 70% dei casi sono decisivi nella scelta delle ragazze di smettere o continuare di praticare il loro sport.
Se da un lato 8 ragazze su 10 in Italia (74% a livello global) affermano che un allenatore/insegnante di educazione fisica è stato il motivo per cui si sono sentite più sicure, allo stesso tempo sono le stesse figure capaci di scoraggiare le ragazze nel 66% dei casi (71% a livello global). Una dualità interessante che evidenzia l’opportunità per gli allenatori di diventare sostenitori e alleati da cui le ragazze stesse si aspettano un cambiamento di mentalità e sensibilità verso temi come la fiducia nel proprio corpo (60% a livello global, 74% per le ragazze italiane), promuovendo una visione positiva delle ragazze nello sport (46% a livello global, 45% per le ragazze italiane).
In risposta a questo fenomeno allarmante Dove – da oltre 20 anni impegnato sul fronte dell’educazione all’autostima – insieme a Jasmine Paolini, tennista nel top ranking mondiale e Ambassador del brand per tutto l’anno, avvia una campagna di sensibilizzazione per promuovere la fiducia nelle giovani ragazze attraverso il programma Body Confident Sport. Un percorso formativo gratuito, creato con il supporto di partner scientifici autorevoli e rivolto ad allenatori, che vengono coinvolti grazie alla partnership con Laureus (Fondazione impegnata da oltre 20 anni a promuovere il cambiamento sociale positivo attraverso lo sport). Da settembre il programma sarà disponibile anche per gli insegnanti di educazione fisica delle scuole secondarie di primo grado su tutto il territorio italiano.
Il programma Body Confident Sport, dunque, si pone l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle ragazze e generare un cambiamento positivo, lavorando sull’autostima e sulla consapevolezza del proprio corpo. L’obiettivo è quello di ricreare, attraverso lezioni ed esercizi pratici, da proporre alle ragazze in campo o in palestra, un contesto di allenamento inclusivo e sicuro, nel quale tutte possano ritrovarsi a proprio agio e concentrarsi sui valori e le sensazioni positive che lo sport trasmette, impedendo alle ragazze di rinunciare.



