Sanihelp.it – È stato da poco lanciato da Abbott il primo dispositivo bioassorbibile (BVS) per il trattamento della malattia coronarica. BVS assicura il ripristino del flusso sanguigno in maniera simile a uno stent metallico. Si dissolve in maniera graduale, lasciando i vasi liberi di tornare al proprio stato naturale e di recuperare la propria funzionalità; BVS è realizzato infatti in polimero di acido polilattico, un materiale naturale che si dissolve, comunemente usato per i punti di sutura riassorbibili.
I potenziali benefici a lungo termine di questo dispositivo sono significativi: il vaso è di nuovo in grado di restringersi e dilatarsi per aumentare il flusso di sangue al cuore in risposta alle normali attività; consente inoltre maggiori opzioni diagnostiche e terapeutiche; diminuisce la necessità di trattamenti a lungo termine con farmaci anti-coagulazione e, infine, si preservano i vasi per eventuali futuri re-interventi necessari per la cura dei pazienti.
«Evitare la presenza di un corpo estraneo rigido permanente comporta notevoli vantaggi dal punto di vista del recupero funzionale dell’arteria coronarica. Con il nuovo BVS, essa è infatti in grado di rispondere nuovamente agli stimoli fisiologici del paziente. Stiamo assistendo alla quarta rivoluzione della rivascolarizzazione miocardica non chirurgica nei pazienti affetti da cardiopatia ischemica», spiega Antonio Bartorelli, direttore Unità Operativa di Cardiologia Interventistica del Centro Cardiologico Monzino, Università di Milano.



