Sanihelp.it – Una diagnosi di tumore al seno può suscitare profondo turbamento anche nel partner; una comunicazione aperta nella coppia risulta indispensabile per una relazione di mutuo sostegno e soccorso. Vincere le resistenze e provare a parlare liberamente, condividendo pensieri ed emozioni, permette di costruire relazioni di conforto reciproco. Invece per paura di essere invadenti da un lato e per desiderio di difesa dall'altro, si tende al silenzio.
Le donne devono imparare a essere pazienti, evitare le critiche, ma accettare pareri discordanti, trovarne una giustificazione e cercare un nuovo punto di vista.
I partner vivono una situazione cruciale: c'è chi in preda alla paura tende a chiudersi e chi invece vede la malattia come una missione e tende a sostituirsi alla propria compagna. Il partner vive con più serenità se riesce a mantenere canali di ricarica emotiva e avere spazi di decompressione, supporto e condivisione, al di là della relazione con la compagna.
Nel caso la coppia abbia figli, molte preoccupazioni si concentrano su di loro, su come proteggerli da questa situazione che può generare ansia.
– Nascondere ai figli quello che sta accadendo non è possibile: hanno delle speciali antenne per captare i cambiamenti degli equilibri all'interno della famiglia.
– Se gli adulti non rendono partecipi i figli fornendo le giuste spiegazioni, saranno gli stessi figli a riempire il vuoto comunicativo con timori, congetture e ipotesi che potranno risultare ancora più difficili da gestire.
– I figli porranno domande dirette su argomenti che i genitori fanno fatica a elaborare personalmente. Avvicinarsi al linguaggio adeguato all'età dei figli può essere un aiuto: con i più piccoli ci si può affidare alle favole, per aiutarli a cogliere aspetti complessi, con i più grandi è possibile dare informazioni sul percorso della malattia e le soluzioni proposte.
Molte donne spinte dal desiderio di sfogarsi e di cercare conforto hanno iniziato a comunicare via Internet, servendosi dei blog. Hanno così creato una rete di rapporti, un gruppo affiatato e solidale da cui sono nate amicizie che, a volte, hanno superato i confini del virtuale per incontrarsi nella realtà.
La malattia può ridimensionare la rete sociale, ma quella che resta ne esce rafforzata e rinnovata. Si deve continuare a progettare la propria normalità anche di fronte alla malattia.



