Sanihelp.it – Se 120 anni di età ci sembra un limite lontanissimo, in futuro potremmo ricrederci : il primo congresso della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) ha posto infatti in questi giorni l’attenzione sulla longevità italiana.
Il nostro cuore è sempre più longevo, le malattie cardiovascolari insorgono sempre più tardi, i disturbi della terza età sono passati in meno di mezzo secolo dai 55-60 anni ai 70, regalandoci così circa 15 anni in più di speranza di vita media.
Alla base di questo fenomeno secondo il SICGe ci sarebbe: «una maggiore prevenzione delle malattie cardiovascolari (solo questa incide per il 52% nella riduzione della mortalità), con maggior cura di ipertensione e ipercolesterolemia, il successo delle campagne anti-fumo e migliori cure e procedure della cardiochirurgia, che hanno consentito di programmare interventi fino a qualche anno impensabili anche nei 70enni, oggi eseguiti con successo anche nei 90enni. Non possiamo dimenticare – spiega il presidente SICGe, Niccolò Marchionni – che quelle cardiovascolari sono epidemiologicamente le patologie più rilevanti, quelle per cui si ricorre maggiormente all'ospedale e si muore di più, con un forte impegno economico per il sistema sanitario».
Aggiunge infine Marchionni: «I nonni oggi non sono più solo nonni, ma uomini e donne che organizzano la propria attività. Il passaggio al se devo vivere di più tanto vale cercare di vivere meglio è stato quasi automatico. Con il risultato che la fitness dei 70enni di oggi è quella dei 50enni di ieri».
Proseguendo in questa direzione, affermano i cardiologi, nell’arco di 10 o 20 anni potremo gradualmente raggiungere il limite biologico di 120 anni.



