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Animali domestici, sempre più amati e curati

Animali di casa

Sanihelp.it – Sono sempre di più nelle nostre case. Nel 2021 Euromonitor ha stimato la presenza di 64,7 milioni di pet in Italia, di cui quasi 30 milioni di pesci, poco meno di 13 milioni di uccelli ornamentali, da oltre 10 milioni di gatti, 8,7 milioni di cani, poco più di 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili.

E sono trattati sempre meglio. L’ultimo rapporto Assalco – Zoomark, il 15esimo,evidenzia come gli ultimi quindici anni abbiano definito con maggior precisione il ruolo degli animali da compagnia nella nostra società e nelle nostre famiglie. Secondo l’indagine condotta da BVA-DOXA su un campione rappresentativo della popolazione italiana[1], rispetto al passato oggi gli animali d’affezione sono maggiormente considerati come membri delle famiglie in cui vivono (lo afferma il 96% degli intervistati), vengono nutriti e curati meglio (90%), sono più accettati nei luoghi pubblici (83%) e hanno più spazio sui mezzi d’informazione (80%).

«In questi quindici anni, ovvero da quando viene pubblicato il Rapporto Assalco-Zoomark, è cambiato il rapporto con gli animali da compagnia. Gli italiani sono più consapevoli dei benefici della convivenza con i pet, sia nella dimensione familiare sia in quella pubblica, dove, sempre più, ne viene apprezzato l’impiego in attività terapeutiche o socialmente utili» ha commentato Gianmarco Ferrari, Presidente di Assalco.

«La pandemia ha ulteriormente alimentato il processo che vedevamo in atto da tempo e oggi possiamo dire che gli animali d’affezione sono a tutti gli effetti membri della famiglia e della nostra società. È cresciuta di conseguenza la sensibilità delle istituzioni, con un percorso culminato all’inizio di quest’anno con l’inserimento della tutela degli animali tra i principi fondamentali della Costituzione italiana» conclude Ferrari.

Il 42% delle persone intervistate da BVA-DOXA vive con uno o più animali da compagnia e, di queste, il 9% ha adottato un pet negli ultimi due anni, ovvero nel periodo della pandemia Covid-19. La ricerca, che evidenzia come i proprietari siano equamente rappresentativi in termini di distribuzione geografica ed età, rileva una maggiore presenza di animali d’affezione nelle famiglie dove sono presenti bambini, acceleratori di adozione di pet.

L’85% dei proprietari afferma che, rispetto ad alcuni anni fa, oggi i pet partecipano a tutto quello che accade in famiglia, l’83% dedica loro più tempo e il 77% permette il libero accesso a tutti gli spazi della casa. Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione per l’alimentazione, ritenuta fondamentale per il benessere degli animali ma anche un modo per coccolarli e ricambiare il loro affetto. L’87% dei proprietari è più consapevole dei bisogni nutrizionali dei pet e non improvvisa diete fai-da-te, l’88% sceglie prodotti in linea con le esigenze specifiche del proprio animale e il 73% ha smesso di dare al pet gli avanzi della tavola.

La ricerca di BVA-DOXA rileva comportamenti equilibrati da parte della larga maggioranza dei proprietari, soprattutto grazie alla loro maggiore consapevolezza ed educazione alla proprietà responsabile. Rispetto al passato, anche a causa della pandemia e del maggior tempo trascorso in casa con i pet, l’80% dichiara di acquistare più prodotti per l’igiene e la pulizia e il 69% concede ogni tanto dei regali al proprio animale d’affezione (snack, giochi o abbigliamento). Il 64% usa più servizi, ad esempio ricorrendo più spesso al toelettatore, ma soltanto l’11% si dichiara »molto d’accordo» con l’affermazione di scegliere più spesso servizi di lusso per il proprio pet.

Quasi la metà (48%) di chi non ha pet dichiara l’intenzione di prenderne almeno uno in futuro. Le motivazioni di chi non intende farlo riguardano principalmente la mancanza di spazi adeguati e del tempo necessario a prendersene cura, oltre alla difficoltà di affidarlo a qualcuno quando si è lontani da casa. Le risposte confermano la crescente attenzione e consapevolezza acquisita nei confronti degli animali da compagnia. Nel corso di questi 15 anni si può parlare di un possesso sempre più responsabile da parte dei proprietari, che si traduce anche in una crescente consapevolezza per quanto riguarda la loro nutrizione.

Negli ultimi quindici anni è aumentata in misura significativa la considerazione sociale degli animali d’affezione. L’86% dei partecipanti all’indagine rileva, infatti, come i pet siano oggi più frequentemente impiegati in attività socialmente utili, ad esempio a supporto delle forze dell’ordine o delle squadre di soccorso, e l’84% nota la maggior presenza in attività terapeutiche, nelle strutture mediche e sanitarie a fianco di persone disabili o con specifiche patologie.

Quasi 9 italiani su 10 sottolineano come in questi anni i pet abbiano fatto nascere nuove professioni e opportunità di lavoro, sia nel campo dei servizi a loro dedicati (toelettatura, dog sitting, ecc.), sia della pet therapy. L’indagine evidenzia anche quanto gli animali da compagnia siano oggi, rispetto al passato più tutelati dalla legge. Sono, infatti, maggiormente accettati nei luoghi pubblici e hanno più luoghi ad essi dedicati sebbene per il 77% degli intervistati non sia ancora abbastanza.

Dal 2007 ad oggi sono stati fatti importanti passi per la loro tutela. Dal trattato di Lisbona del 2007 che riconosce i pet come esseri senzienti, alla loro tutela in Costituzione all’inizio di quest’anno, gli animali da compagnia sono diventati parte della riforma del codice della strada, nel 2010, e del condominio nel 2012. Dal 2015, inoltre, la legge li esclude definitivamente tra i »beni» pignorabili e nel 2018 il decreto del 2 gennaio li include tra gli esseri destinatari delle attività di protezione civile.

 

 

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